in ,

Omicidio Pordenone news indagini: Giosuè Ruotolo inchiodato da Gps e telecamere

Giosuè Ruotolo ‘incastrato’ dall’allineamento delle camere collocate nei pressi del palazzetto dello sport di Pordenone, dove la sera del 17 marzo 2015 si consumò il delitto del suo ex commilitone Trifone Ragone e della fidanzata Teresa Costanza. Delitto di cui è accusato e per il quale è in carcere in attesa di essere rinviato a giudizio.

Sì, conferma infatti Cronaca & Dossier, che il lungo e complicato allineamento dei sistemi di videosorveglianza di via Interna e dintorni collocherebbe in modo inequivocabile il militare campano 26enne nel luogo del delitto, ma soprattutto negli istanti in cui ebbe luogo.

Una linea temporale che non darebbe adito a dubbi, corroborata da altre corrispondenze cronologiche quali il passaggio del runner super testimone dell’inchiesta, e i dati rilevati dal Gps dell’auto di Teresa Costanza, una delle vittime. Tutto dunque collimerebbe – stando a quest’ultima indiscrezione – con gli indizi raccolti dalla Procura in oltre un anno di indagini.

Il fatto che poi Giosuè Ruotolo negli istanti successivi agli spari che trucidarono i fidanzati si recò nel parco di San Valentino (dove è stata ritrovata l’arma del duplice omicidio) per gli inquirenti non farebbe che rafforzare le accuse a sue carico.

Tutti i suoi spostamenti sono stati tracciati e ricostruiti, la localizzazione satellitare della sua vettura è una prova di colpevolezza che con molta difficoltà, a detta dell’accusa, la difesa dell’imputato potrà tentare di scalfire in qualche modo. Proprio su quelle videoregistrazioni l’avvocato Roberto Rigoni Stern, difensore di Ruotolo, ha annunciato battaglia in aula. Battaglia a colpi di perizie, che si preannuncia molto accesa.

Portogallo Galles formazioni

Portogallo – Galles formazioni e ultime notizie Euro 2016

Georgette Polizzi e il fidanzato Davide

Anticipazioni Temptation Island 3: Georgette e Davide ancora fidanzati? Ecco l’indizio