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Omicidio Pordenone, news movente: sospetti su profilo Facebook fidanzata Giosuè

Durante la trasmissione di Raitre, Chi l’ha visto?, andata in onda ieri sera 23 dicembre, si è avuta conferma delle indiscrezioni che vi avevamo dato nel pomeriggio in merito all’interrogatorio di Rosaria Patrone, sentita in Procura a Pordenone nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Teresa e Trifone.

La studentessa 24enne di Somma Vesuviana è indagata per favoreggiamento, istigazione all’omicidio e false attestazioni. “L’avviso di garanzia certamente l’ha turbata: in un certo modo, se l’aspettava ma non in questi termini” – così il suo legale, Costantino Catapano – “La ragazza ha sempre collaborato, è impensabile un suo coinvolgimento diretto nell’omicidio”.

Vero: Rosaria ha sempre collaborato, rispondendo, nei 3 interrogatori precedenti in qualità di persona informata sui fatti, a tutte le domande degli inquirenti, eccezion fatta per la audizione di ieri. La ragazza, dopo avere fatto alcune precisazioni al pm, si è infatti avvalsa della facoltà di non rispondere. La Sciarelli in diretta ha confermato che a Rosaria nell’interrogatorio ‘mancato’ di ieri, è stato chiesto conto di un secondo profilo Facebook di cui non aveva mai fatto menzione agli investigatori. Perché? “Si è trattato di una dimenticanza”, ha spiegato il suo avvocato all’uscita dalla Procura. Sul quel secondo profilo social gli inquirenti starebbero ora al lavoro, in cerca di contenuti che potrebbero fungere da ulteriore tassello per completare il quadro indiziario nei confronti suoi e dell’unico indagato per il duplice delitto: il suo fidanzato, Giosuè Ruotolo.

Si è appreso inoltre durante la trasmissione che la figura di Rosaria Patrone starebbe di ora in ora diventando sempre più centrale nell’inchiesta: in Procura si avrebbe infatti convinzione che la 24enne avesse un forte ascendente sul fidanzato, a tal punto da assillarlo e condizionarlo. Esisterebbero le prove che lei fosse molto gelosa di Trifone Ragone, del quale Giosuè le raccontava la prestanza fisica e il successo professionale. Il presunto movente del delitto – secondo gli inquirenti – avrebbe avuto origine nella mente della giovane, che per questo è indagata per istigazione nei confronti del militare di somma Vesuviana.

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