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Omicidio Pordenone: news pista bresciana, testimone difesa Ruotolo fa nome mandante delitto Trifone e Teresa

Teresa e Trifone uccisi su commissione?

Omicidio Pordenone news: attenzione in tribunale a Udine tutta puntata su Lorenzo Kari, nomade di 53 anni attualmente in carcere per truffa e altri reati come false informazioni al pm e calunnia, chiamato a testimoniare dalla difesa di Giosuè Ruotolo, il militare campano in carcere con l’accusa di avere assassinato in modo premeditato i due fidanzati Trifone Ragone, suo commilitone, e Teresa Costanza.

Il teste ha deposto in aula durante l’ultima udienza del processo a carico del militare campano, confermando davanti ai giudici ciò che nell’estate del 2016 riferì agli inquirenti, ovvero che la coppia sarebbe stata giustiziata perché “Teresa Costanza era venuta a conoscenza dei mandanti di un altro delitto, quello di Tiziano Stabile, avvenuto nel Bresciano nel 2013”. Lei dunque il vero obiettivo del killer. Kari sostiene che il duplice delitto gli sarebbe stato commissionato in cambio di una cospicua somma di denaro (l’uomo ha parlato di 150mila euro: 50 per togliere di mezzo l’assassino di Tiziano Stabile e 100mila euro per uccidere Teresa e Trifone), ma di non avere in realtà mai avuto intenzione di commettere quei delitti. Con la sua testimonianza ha di fatto scagionato l’imputato che, lo ricordiamo, si è sempre proclamato innocente e totalmente estraneo ai fatti.

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All’epoca delle indagini Kari non fu ritenuto attendibile dai magistrati, che dunque accantonarono la cosiddetta ‘pista bresciana’, tornata in auge ora al processo. In aula il nomade ha riconfermato la sua versione dei fatti: ha detto che, nonostante la proposta fattagli, mai avrebbe eseguito quell’omicidio “Non lo avrei fatto nemmeno se mi avessero dato dieci miliardi di euro” – e che il suo piano era di intascarsi i soldi e poi dileguarsi.

Il delitto di Tiziano Stabile, ucciso a Bedizzole, nel Bresciano, a colpi di arma da fuoco il 9 novembre del 2013, è ancora senza un colpevole. Per Lorenzo Kari il delitto è legato a doppio filo con quello di Teresa e Trifone. La procura non gli crede e per questo l’ha già denunciato per calunnia e falsa testimonianza al pm. Di contro l’avvocato di Ruotolo, Roberto Rigoni Stern, ha sottolineato che il teste “non si è mai contraddetto”.

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Kari ha anche fatto il nome del presunto mandante del duplice delitto di Teresa e Trifone: si tratterebbe di Giovanni Bonomelli. Sessantenne ex presidente della comunità Lautari, finito in guai giudiziari per atti sessuali con una minore ospite della struttura, incastrato da una serie di intercettazioni disposte proprio durante le indagini per il caso Stabile, e per le quali risultava indagato.

A detta di Kari, proprio Bonomelli gli avrebbe offerto denaro per eliminare il killer di Stabile, ritenuto “inaffidabile”, e la stessa Teresa Costanza, che sarebbe stata a conoscenza (come e perché però non lo ha rivelato) di alcuni dettagli su quella vicenda omicidiaria. “Lei sapeva le loro cose, di soldi. Se lei parlava, la famiglia di Bonomelli andava in rovina. Teresa sapeva qualcosa dell’omicidio di Brescia”, così il teste. I giudici gli crederanno?

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