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Omicidio Pordenone news: sospetta omissione potrebbe inguaiare Giosuè Ruotolo

È proprio vero che certe volte i silenzi dicono molto più di tante parole. Ed è appunto un silenzio un po’ troppo anomalo che potrebbe costare caro a Giosuè Ruotolo. Il 26enne militare campano, indagato per l’omicidio di Teresa Costanza e Trifone Ragone, la sera in cui il suo commilitone fu giustiziato, proprio nel parcheggio della palestra Crisafulli di Pordenone, dove la sua auto fu ripresa transitare un minuto dopo il delitto, non disse nulla dell’accaduto alla fidanzata Rosaria, con la quale si sentiva assiduamente al cellulare, visto che lei vive a Somma Vesuviana.

A riportare l’indiscrezione è il settimanale Giallo: il militare, infatti, la notte del 17 marzo (poco dopo il delitto) avrebbe telefonato alla fidanzata senza fare il minimo accenno all’accaduto, notizia che in realtà avrebbe dovuto sconvolgerlo, vista la brutalità dell’omicidio di due suoi coetanei e il fatto che si fosse appena consumato in un luogo a lui molto familiare.

Quella sera – come da lui dichiarato tardivamente agli inquirenti, dopo avere mentito sul suo alibi ed essere stato ‘smascherato’ dai video delle telecamere piazzate in prossimità del centro sportivo – Giosuè si era recato in palestra per allenarsi, stranamente rispetto al suo solito, dopo le 19, ma se ne sarebbe andato subito perché non vi era un parcheggio. Proprio lì, negli stessi attimi, il suo commilitone e la fidanzata vengono giustiziati con cinque colpi di pistola alla tempia, e lui, avendo appena appreso la notizia dal tg, non ne avrebbe parlato con Rosaria. Come è possibile?

Quella sera Ruotolo e la fidanzata si erano sentiti assiduamente con telefonate e via chat; unica interruzione dei contatti fra le 19.15 e le 20.03, quando cioè Giosuè andò in palestra, e quando Teresa e Trifone furono uccisi. Un black out che insospettisce non poco gli inquirenti, che se aggiunto alla omissione fatta dall’indagato nella telefonata delle 22 a Rosaria, andrebbe a costituire un ulteriore indizio a carico del 26enne indagato.

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