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Omicidio Pordenone nuova ipotesi: l’impensabile movente di Giosuè Ruotolo

“Lo sa che in caserma girano strane voci su di lei?”, questa, stando a quanto riportato dal settimanale Giallo, una delle domande che sarebbero state rivolte a Giosuè Ruotolo durante l’unico lunghissimo interrogatorio cui è stato sottoposto dagli inquirenti da quando è ufficialmente iscritto nel registro degli indagati, in quanto unico sospettato dell’omicidio di Teresa Costanza e Trifone Ragone.

Perché gli investigatori avrebbero fatto all’indagato molte domande scomode inerenti le sue abitudini sessuali? A cosa alludevano con quello strano ed incalzante quesito? Stando all’indiscrezione alla presunta omosessualità (nascosta) del militare campano, dalla quale per la Procura di Pordenone sarebbe scaturito il movente passionale – un amore segreto (e non corrisposto) per Trifone – del duplice delitto.

Ruotolo – sempre secondo la pubblicazione di Giallo – durante l’interrogatorio avrebbe negato con forza di essere omosessuale, ribadendo di avere una fidanzata, Rosaria, chiamata più volte in causa in questa inchiesta, e per la sua presunta morbosa gelosia nei confronti di Giosuè e per il fatto che sia stata interrogata già tre volte come persona informata sui fatti.

Una illazione, fino a prova contraria, quella della presunta ‘mancanza di virilità’ di Ruotolo, che sarebbe stata raccolta dagli inquirenti durante le indagini nella caserma di Cordenons, dove lavorava Trifone e, fino a poco tempo fa, lo stesso Giosuè, ora trasferito (“per ragioni di opportunità”) proprio per evitargli il contatto quotidiano con i commilitoni che avrebbero riferito della sua presunta omosessualità.

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