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Omicidio Pordenone: offese a Teresa anche nella parete dell’ascensore

Esattamente il 5 aprile di un anno fa vi davamo notizia degli insulti e le ingiurie che una mano anonima aveva inciso con un taglierino o una chiave sulla parete metallica dell’ascensore dell’edifico sito in via Chioggia a Pordenone, che tutti i giorni Teresa Costanza e Trifone Ragone prendevano per raggiungere il loro appartamento.

Tra le scritte offensive sulla placca in metallo si legge “Teresa”, “Terroni di m..a”, “Cornuti”, “Terry”. Ed oggi, alla luce di quanto emerso dalle indagini, che hanno appurato l’invio alla ragazza di messaggi anonimi molesti via Facebook dal pc della caserma Cordenons dove lavorava Trifone (tra cui “Teresa sei una cornuta”), quelle scritte in ascensore si rivestono di un nuovo significato.

I fidanzati uccisi erano odiati da qualcuno, sembra ormai fuor di dubbio. Da qualcuno che li conosceva molto bene, basti considerare la dovizia di dettagli con cui la stalker di Teresa nelle succitate chat anonime descrive i cellulari in uso a Trifone, fingendosi la sua amante. A questo punto delle indagini è legittimo domandarsi se la mano che ha scritto i messaggi molesti a Teresa sia la stessa che ha inciso la pulsantiera dell’ascensore con i medesimi insulti.

>>> leggi tutto sul duplice omicidio di Pordenone

Ricordiamo inoltre che nel portafogli di Giosuè Ruotolo, il commilitone di Trifone indagato per il duplice omicidio, fu rinvenuto un bigliettino dove era annotato l’indirizzo della casa di Teresa e Trifone, “via Chioggia 8-11”, con numero civico di un’abitazione in corso di costruzione, dove, ipotizzarono al tempo gli inquirenti, il presunto assassino avrebbe stazionato in incognito per tenere d’occhio i movimenti e le abitudini della sue vittime.

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