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Omicidio Pordenone, parla il Procuratore: “Dagli esami colpevolezza dell’indagato”

Dopo la clamorosa testimonianza dell’insegnante che ieri durante la diretta di Chi l’ha visto? ha raccontato di avere incrociato a piedi, mentre la sera del 17 marzo portava a passeggio il cane nel viale di casa sua vicino alla via Interna a Pordenone, un ragazzo con un cappuccio dall’accento napoletano, nuove indiscrezioni emergono su Giosuè Ruotolo.

La donna è colei che i primi di aprile permise agli inquirenti di delineare l’identikit del presunto assassino di Teresa Costanza e Trifone Ragone che, forse non per coincidenza, somiglia come una goccia d’acqua a Ruotolo.

Oltre a questo aspetto, come vi abbiamo anticipato, gli inquirenti sembrano essere fermamente convinti della colpevolezza del militare campano 26enne, unico indagato per il duplice omicidio di Pordenone. Lo si evince dalle parole che il procuratore Marco Martani ieri ha rilasciato a IlGazzettino.it, manifestando quasi la certezza che dagli accertamenti dei Ris sui reperti sequestrati a Giosuè Ruotolo emergerà il suo coinvolgimento nel caso: “Difficile che da questi esami emerga una prova di innocenza per Ruotolo”, queste le sue parole.

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