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Omicidio Pordenone: parziale impronta digitale rinvenuta su pistola delitto

Il killer di Teresa Costanza e Trifone Ragone molto probabilmente non indossava i guanti quando ha commesso il crimine. Questa la deduzione inevitabile alla luce della clamorosa indiscrezione sul caso emersa oggi durante la diretta di Pomeriggio 5: sul proiettile rimasto incastrato nella canna della pistola rinvenuta dai Ris dei carabinieri nel laghetto del parco di San Valentino sarebbe stata rinvenuta una parziale impronta digitale.

L’assassino dei fidanzati di Pordenone avrebbe cercato di estrarlo dalla canna prima di disfarsi dell’arma ma non ci sarebbe riuscito. Sei i colpi sparati per uccidere Teresa e Trifone, di cui cinque andati a segno. Un settimo non partì perché la pistola si inceppò, e proprio su quel proiettile inesploso il killer avrebbe lasciato la sua firma. Si tratterà ora di confrontare quella traccia con le impronte digitali di Giosuè Ruotolo.

In collegamento video con la D’Urso l’avvocato Rigoni Stern che rappresenta Giosuè Ruotolo, il quale interpellato in merito alle analisi dei Ris iniziate due giorni fa sui reperti sequestrati nella casa del suo assistito, ha detto: “Ad oggi non abbiamo elementi in mano per potere sostenere che la traccia di materiale biologico rinvenuto nella cintura di sicurezza in uso al mio assistito sia sangue”.

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