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Omicidio Pordenone processo Giosuè, da Facebook conferma: profilo falso creato in caserma

Il parcheggio della palestra ‘Crisafulli’ di Pordenone sarà l’oggetto di dibattito nelle prossime udienze del processo a carico di Giosuè Ruotolo, accusato dell’omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza.

Ieri la prima udienza in Corte d’Assise a Udine, il processo entrerà nel vivo il prossimo lunedì 17 ottobre. Colpo di scena ieri in aula, e un nuovo punto di forza per la pubblica accusa, che ha ottenuto dalla azienda Facebook la conferma di ciò che da tempo ipotizza: il falso profilo Facebook da cui partivano i messaggi molesti a Teresa Costanza è stato creato da un pc della caserma di Cordenons, dove all’epoca dei fatti prestavano servizio sia la vittima che il presunto assassino. Per la Procura l’ennesimo tassello in favore dell’impianto accusatorio a carico del militare campano, collocato nel luogo del delitto dalle telecamere di videosorveglianza.

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“Un processo senza prova regina, solo indiziario, nessun testimone ha visto l’imputato sparare ai fidanzati”, continua a ribadire la difesa di Ruotolo, certa di poter dimostrare l’innocenza del giovane militare. Tuttavia nessuna traccia ematica in auto né impronta sull’arma del delitto è stata ritrovata, e proprio su questo punto insisterà la difesa di Giosuè. Saranno una sessantina i testimoni chiamati a deporre dalla pubblica accusa, 156 quelli della difesa: tra loro anche un collaboratore di giustizia che, da quanto emerso poco fa a Mattino 5, riferirà di due suoi ex compagni di cella che potrebbero avere commesso il duplice omicidio per questioni legate al traffico di droga.

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