in ,

Omicidio Pordenone, Teresa e Trifone uccisi 2 mesi fa: è ancora mistero sul movente

Esattamente 2 mesi fa, il 17 marzo 2015, Teresa Costanza e Trifone Ragone venivano brutalmente trucidati. Un killer spietato e ‘professionista’ li avrebbe attesi senza dare nell’occhio, a pochi metri dalla loro auto, una Suzuki Alto bianca posteggiata nel parcheggio del Palazzetto dello Sport di Pordenone.

Nessuno lo avrebbe visto, nessuno dei 4 super testimoni dell’inchiesta quella sera intorno alle 20 avrebbe notato movimenti sospetti. E oggi, a due mesi dal duplice omicidio, gli inquirenti brancolano ancora nel buio. Non esiste un indagato né un’ipotesi sul movente che ha spinto l’omicida a compiere quello che il Procuratore di Pordenone ha definito una vera e propria ‘esecuzione’. Ma chi odiava al punto da volerli morti i due bellissimi ed innamoratissimi fidanzati? Scandagliata la loro vita privata, sentimentale e professionale, i profili social e i contatti telefonici, niente di rilevante sarebbe emerso a questo punto delle indagini.

Il killer non sembra aver lasciato tracce di sé sul luogo del delitto, eccezion fatta per i 6 bossoli espulsi da una semiautomatica 7,65 – e ancora oggetto di perizia balistica – rinvenuti nell’abitacolo dell’auto dove la coppia è stata trovata priva di vita. Teresa e Trifone uccisi per vendetta, per gelosia o per uno sgarro fatto a qualche personaggio ‘pericoloso’? Ogni pista investigativa rimane ancora in piedi, mentre la morte del caporal maggiore del 132° Reggimento carri e la sub assicuratrice rimane ancora avvolta nel mistero.

Libri per le future mamme, ecco i migliori da leggere in gravidanza

iPad Air 3

iPad Air 3 rumors data d’uscita, prezzo, caratteristiche tecniche: ecco il tablet che ‘salverà’ Apple