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Omicidio Pordenone: tracce biologiche su auto indagato, forse si tratta di sangue

Nuove rivelazioni sulle indagini relative al duplice omicidio di Pordenone, oggi a Mattino 5. Secondo quanto confermato dall’inviata di Federica Panicucci, infatti, le tracce biologiche rinvenute dai Ris nell’abitacolo dell’Audi A3 grigia in uso a Giosuè Ruotolo, con ogni probabilità sarebbero residui di sangue che il presunto assassino di Teresa Costanza e Trifone Ragone avrebbe lasciato accidentalmente la sera dell’omicidio.

Per l’esattezza si tratta di materiale biologico ritrovato nel gancio metallico della cintura di sicurezza dell’auto che, secondo la ricostruzione della Procura di Pordenone, il militare campano indagato, presumibilmente sporco di sangue, avrebbe lasciato dopo il delitto, appena salito nella sua vettura pronto ad allontanarsi dalla scena del crimine.

Gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato arriverebbero inoltre dalle analisi del suo cellulare: particolare attenzione rivolta dagli investigatori al messaggio inviatogli dalla fidanzata (alla quale è stato sequestrato il telefonino) alle 20.10 del 17 marzo e quello inviato dal superiore di Ruotolo ai suoi commilitoni: “Ragazzi dovete dire tutto quello che sapete”.

Si aggiunga inoltre il comportamento anomalo assunto dall’indagato nelle ore successive al funerale di Trifone quando, rivolgendosi ai genitori del militare ancora stravolti dal dolore per la tragedia che li ha colpiti, disse loro che Trifone aveva con lui un debito di 25 euro. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti esiste anche quella che da questo debito irrisorio sia maturato il movente del duplice delitto imputato al militare di Somma Vesuviana. Al fine di fornire ulteriori chiarimenti sui recenti elementi acquisiti nelle indagini, Giosuè Ruotolo nei prossimi giorni sarà nuovamente sentito dagli inquirenti.

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