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Omicidio Pordenone, Trifone obiettivo del killer: la prova nei video delle telecamere

Teresa Costanza nelle due ore in cui si allontanò dall’ufficio, annullando all’ultimo momento un importante appuntamento di lavoro, si recò come sospettato nella sua abitazione. A darne conferma i suoi spostamenti in auto ripresi dalle telecamere di videosorveglianza al vaglio degli inquirenti: si vede la subassicuratrice a bordo della sua Suzuky Alto bianca, inquadrata alle 14.43 ferma all’incrocio semaforico tra via Grigoletti e via Montereale; dopo soli 15 minuti la si vede imboccare via Cavallotti, la strada percorsa anche al mattino, alle 9.15, per andare al lavoro.

Da quei video probabilmente, come anche confermato ieri 10 aprile durante la trasmissione di Rete 4, Quarto Grado, potrebbero emergere ulteriori verità. Tra queste la conferma del sospetto – sempre più fondato – che il killer stesse pedinando Teresa Costanza dalla mattina per arrivare tramite lei al suo vero obiettivo: Trifone Ragone.

È stato infatti acclarato che il killer avrebbe potuto uccidere Teresa molto prima delle 19.50, quel 17 marzo, ma scelse di farlo solo in presenza del suo fidanzato, sua vittima prescelta. Gli inquirenti avrebbero quindi ragione di pensare che la ragazza sia stata uccisa solo perché testimone del delitto.

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