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Omicidio Pordenone, ultime news: il killer di Trifone e Teresa aveva un complice

Che la pistola 7.65 da cui sono stati esplosi i colpi che hanno ucciso Trifone Ragone e Teresa Costanza fosse dotata di silenziatore è ormai indubbio. Non si spiegherebbe, altrimenti, perché il supertestimone che quella sera si trovava in auto a pochi metri dal killer abbia scambiato gli spari con il rumore di mortaretti.

A darne conferma, ieri pomeriggio, il giornalista di Oggi, Giangavino Sulas, in collegamento da Pordenone con Pomeriggio 5, trasmissione condotta da Barbara D’Urso. Tre le novità nelle indagini sul duplice omicidio di Pordenone anche l’ipotesi, sempre più battuta dagli inquirenti, che l’assassino avesse un complice. Qualcuno che lo aspettava a bordo di un’Audi grigia con fari e motore accesi: alla guida una donna o un uomo con una parrucca dai capelli lunghi. Questi gli elementi emersi dai racconti dei testimoni su cui gli investigatori si stanno concentrando.

Un’altra indiscrezione trapelata durante la diretta di Pomeriggio 5 riguarda una presunta bugia raccontata da Teresa il giorno in cui è stata uccisa: disse di dover rinunciare all’impegno di lavoro fissato per il pranzo del 17 marzo perché avrebbe dovuto vedersi con il fidanzato Trifone. La ragazza invece avrebbe mentito: il militare dell’Esercito in quelle due ore si trovava in caserma e lei – lo proverebbe la cella telefonica agganciata del suo cellulare- in casa. Nell’appartamento di via Chioggia dove i due convivevano dal maggio 2014.

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