in ,

Omicidio Pordenone ultime notizie: i dettagli dell’arresto di Giosuè Ruotolo

È arrivata nel tardo pomeriggio di ieri la preannunciata svolta nel caso relativo all’omicidio di Teresa Costanza e Trifone Ragone. In attesa che dalla procura di Pordenone arrivino i dettagli dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Giosuè Ruotolo, a Mattino 5 si è fatto il punto sulle indagini. Ancora non si conosce l’elemento ultimo e determinante che ha portato gli inquirenti a decidere per l’arresto del militare campano ex commilitone della vittima, e a disporre la carcerazione domiciliare nella sua casa di Somma Vesuviana per la fidanzata Rosaria Patrone, indagata per favoreggiamento ed istigazione.

Certo è che l’input decisivo alle indagini lo ha dato la scoperta del profilo Facebook anonimo, molto probabilmente aperto nel pc della caserma De Carli di Cordenons dove lavoravano l’indagato e Trifone, dal quale Ruotolo avrebbe inviato messaggi molesti alla fidanzata del commilitone, Teresa Costanza. Sembra che in quelle chat Giosuè, sotto le mentite spoglie di ‘Annalisa’, una delle tante pseudo amanti di Trifone, avesse fornito dettagli fin troppo precisi su una presunta scappatella di Trifone, mettendo in guardia Teresa. Particolari che solo un coinquilino del militare pugliese avrebbe potuto conoscere, e che indussero Trifone a scopriree che il mittente di quelle chat moleste fosse proprio Giosuè Ruotolo.

I due, sempre secondo la ricostruzione degli investigatori, si sarebbero anche affrontati: Trifone nel novembre 2014 avrebbe aggredito verbalmente Giosuè, proprio nel parcheggio della palestra dove pochi mesi dopo avrebbe trovato la morte; lo avrebbe smascherato di fronte ad altri amici, accusandolo di quei messaggi molesti e umiliandolo. Da lì Ruotolo avrebbe covato un grande desiderio di vendetta, meditando di eliminare Trifone e la sua fidanzata, ‘rea’ di averlo informato dei contenuti di quelle chat. In pochi mesi il 26enne di Somma Vesuviana avrebbe studiato nei dettagli l’omicidio, pedinando la coppia per ‘studiarne’ tutti i movimenti, fino alla sera del 17 marzo 2015, eseguendo materialmente il duplice omicidio.

“Quello che hanno subito le nostre famiglie è un abominio, lui ha depistato ed infangato la memoria di mio figlio e della fidanzata. Il mio cuore è trafitto, pugnalato. Deve essere fatta giustizia, deve pagare”, queste le parole di Eleonora Ragone, madre di Trifone, raggiunta oggi al telefono da Mattino 5.

Pensioni Festa della donna Opzione donna

Festa delle Donne 8 marzo 2016: la storia e le lotte di oggi, dal lavoro alla pensione

asti donna uccisa dal marito

Ragazzo ucciso durante festino a Roma ultime notizie: adescato con 120 euro