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Omicidio Pordenone ultime notizie: messaggi ‘deliranti’ di Rosaria a Giosuè

Giosuè Ruotolo potrebbe uccidere ancora “per ritorsione e vendetta amici o conoscenti che lo avrebbero tradito”, lo ha specificato ieri il procuratore di Pordenone, Marco Martani, durante la conferenza stampa tenuta per rendere conto della svolta nelle indagini sull’omicidio di Teresa Costanza e Trifone Ragone, che ha portato lunedì sera all’arresto di Giosuè, tradotto nel carcere di Belluno, e della fidanzata Rosaria Patrone, ai domiciliari nella sua abitazione di Somma Vesuviana.

Il runner che la sera del delitto vide per ultimo le vittime in vita nel parcheggio del palazzetto dello sport, il testimone “zero” dell’inchiesta, che ha dato input alle indagini, grazie al quale gli inquirenti sono riusciti a stabilire con esattezza l’ora del delitto e a collocare in quegli istanti Giosuè Ruotolo e la sua Audi grigia nel luogo del delitto. Giosuè Ruotolo sarà interrogato domani, anche se il suo avvocato stamani ha dichiarato perentorio: “Ci avvarremo della facoltà di non rispondere fino a quando non vedremo le carte dell’inchiesta e non conosceremo nel dettaglio i contenuti dell’ordinanza cautelare in carcere”.

Anche Rosaria Patrone sarà risentita dagli inquirenti, come riferito dall’inviata di Pomeriggio 5, che ha indicato il prossimo lunedì 14 marzo quale data dell’interrogatorio. Chissà se la studentessa indagata per favoreggiamento e istigazione ancora una volta deciderà di non rispondere agli inquirenti. Tante le circostanze sospette a suo carico, in primis la cancellazione simultanea dal suo cellulare solo delle telefonate e dei messaggi scambiati con Giosuè e non con gli altri utenti della sua rubrica. Cancellazione fatta contemporaneamente anche da Ruotolo (il 18 settembre 2015, giorno del ritrovamento dell’arma del delitto nel laghetto del parco si San Valentino), come in un tacito accordo con la fidanzata.

Ancora, un nuovo particolare inquietante emerso in diretta oggi pomeriggio: una serie di messaggi che gli inquirenti definiscono “deliranti”, inviati dalla 24enne al fidanzato nel periodo novembre 2014 – 17 marzo 2015 (giorno del delitto) in cui, fingendo di essere sua madre, scriveva a Giosuè, per causargli apprensione ed attirare la sua attenzione: “Ciao, sono la mamma di Rosaria … mia figlia sta male, è in ospedale”. Come spiegherà questo ‘delirio’ agli inquirenti, Rosaria Patrone? E soprattutto, perché questi comportamenti sospetti in date così importanti?

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