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Omicidio Renata Rapposelli news: esito esami Ris scagiona figlio ed ex marito in carcere

Omicidio Renata Rapposelli ultime notizie: a quasi dieci mesi dal delitto, la verità su come è morta la pittrice anconetana 54enne. Depositati nei giorni scorsi in Procura gli esiti degli accertamenti tecnici, medici e scientifici effettuati dai Ris sui reperti prelevati nell’auto e nella casa di Giuseppe e Simone Santoleri a Giulianova. L’ex marito e il figlio della donna sono in carcere dal 6 marzo scorso con l’accusa di omicidio volontario in concorso e occultamento di cadavere. Ebbene, la donna sparita il 9 ottobre 2017 dopo essere arrivata in treno da Ancona fino a Giulianova per incontrare i due uomini, e ritrovata cadavere a un centinaio di km, a Tolentino, un mese dopo, è stata strangolata. Questa l’ipotesi più plausibile.

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Pittrice uccisa: nessuna traccia della Rapposelli in casa dei Santoleri

La causa di morte ha trovato finalmente conferma. I risultati degli esami escluderebbero la presenza di Dna della vittima sul materiale (potenziale arma del delitto) sequestrato in casa dei  Santoleri, idem dicasi per la presenza del Dna degli indagati sul cadavere della vittima. Eppure le prove indiziarie portano a Simone e Giuseppe Santoleri, sebbene l’esatta dinamica del delitto sia stata finora impossibile da accertare, a causa delle pessime condizioni in cui venne ritrovato il corpo senza vita della donna. Per la Procura padre e figlio avrebbero ucciso la pittrice – che avanzava del denaro da loro – per motivi economici al culmine di una lite scoppiata nella loro casa. Tre giorni dopo sulla loro Fiat 600 avrebbero caricato il cadavere di Renata, coperto da cartoni, per disfarsene gettandolo sulle rive del fiume Chienti, nelle campagne di Tolentino, dove fu trovato il 10 novembre 2017 del tutto casualmente da un passante. Gli indagati si sono sempre detti innocenti davanti alle telecamere ma  convocati dal Gip hanno sempre fatto scena muta avvalendosi della facoltà di non rispondere  La relazione del Ris di Roma è ora nelle mani della pm Enrica Medori che dovrà esaminarla attentamente e decidere in merito al rinvio a giudizio dei due indagati. Va tuttavia evidenziato che l’esito degli accertamenti scientifici va a vantaggio dei Santoleri, visto che nessuna traccia di Dna della vittima è stata ritrovata nella casa dove l’avrebbero uccisa, né i loro profili genetici sul cadavere, nemmeno sotto le unghie della donna. Nemmeno un elemento oggettivo, dunque, che metta in relazione i due uomini con la dinamica omicidiaria ipotizzata da chi indaga.

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Omicidio Renata Rapposelli: le celle telefoniche scagionano Giuseppe e Simone Santoleri

Un altro elemento a favore degli indagati, che si dichiarano innocenti, è dato dagli esami tecnici su cellulari e celle telefoniche. Il telefonino della Rapposelli aggancia infatti solo una cella di Giulianova alle 13.10 del 9 ottobre, quando scese dal treno, per poi cessare la sua attività. Dettaglio che confermerebbe la versione dei Santoleri, i quali hanno sempre riferito che la donna ha lasciato la loro casa con l’ex marito attorno alle 13, quando Giuseppe l’avrebbe accompagnata in auto a Loreto.

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