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Favara, la svolta nell’omicidio di Salvatore Lupo: fermato l’ex suocero Giuseppe Barba

Le indagini sull’omicidio dell’imprenditore ed ex presidente del consiglio comunale Salvatore Lupo sono arrivate a una svolta. L’uomo era stato ucciso nel giorni di Ferragosto 2021 all’interno di un bar di Favara con tre colpi di pistola. Nella giornata di ieri, mercoledì 8 settembre 2021, è stato fermato l’ex suocero Giuseppe Barba(Continua a leggere dopo la foto)

Omicidio Salvatore Lupo

L’omicidio di Salvatore Lupo: i fatti

Era il 15 agosto 2021 quando l’imprenditore Salvatore Lupo fu ucciso all’interno del bar “Snack American Bar” di via IV Novembre a Favara, dove si era recato per acquistare una vaschetta di gelato. Secondo le ricostruzioni, l’ex presidente del consiglio comunale del comune siciliano, intorno alle diciotto si sarebbe recato al bar con il suo Porsche Macan. Una volta giunto all’attività commerciale, avrebbe domandato se vi fosse la possibilità di utilizzare i servizi. Sempre secondo gli inquirenti, all’uscita dal bagno sarebbe stato freddato con tre colpi di pistola da un killer con il volto scoperto.

Salvatore Lupo era una persona estremamente conosciuta a Favara, consigliere dal 2011 eletto tra le file del Centrodestra. Quattro anni dopo era diventato presidente del consiglio comunale, dopo le dimissioni da consigliere di Leonardo Pitruzzella. Come imprenditore aveva fondato una casa di riposo e nel 2015 era rimasto coinvolto nell’inchiesta “Catene Spezzate” che ipotizzava dei maltrattamenti ai danni degli ospitati in una comunità. Era inoltre coinvolto nell’inchiesta “Stipendi Spezzati” che ipotizzava l’applicazione di un “pizzo” sulla busta paga dei dipendenti della medesima cooperativa.

Arrestato l’ex suocero Giuseppe Barba

Arriva a poco più di tre settimane il fermo di Giuseppe Barba, ex suocero sessantaseienne della vittima. Secondo l’accusa il movente del delitto sarebbe ricollegabile ai diverbi connessi alla separazione tra Lupo e la moglie. Giuseppe Barba è stato dunque sottoposto a fermo e indiziato per l’omicidio con l’aggravante della premeditazione e “di aver commesso il fatto per motivi abietti e futili“. È indagato anche per aver “portato in luogo pubblico, o aperto al pubblico, un’arma comune da sparo: una pistola calibro 38”, e perché “illegalmente deteneva all’interno della propria abitazione, a Favara, la pistola, in data antecedente e prossima al 15 agosto”.

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