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Omicidio Sarah Scazzi, Avetrana: Sabrina Misseri resta in carcere, Cassazione nega domiciliari

Sabrina Misseri resta in carcere. Lo ha stabilito la prima sezione penale della Corte di Cassazione, la quale ha detto “no” alla richiesta degli arresti domiciliari presentata dagli avvocati della ragazza. Sabrina è stata condannata all’ergastolo per l’omicidio della cugina Sarah Scazzi, avvenuto ad Avetrana, in Puglia, il 26 agosto 2010.

Michele Misseri omicizio sarah scazzi

Il ricorso con la richiesta di carcerazione domiciliare era stato presentato dai legali della ragazza Franco Coppi e Nicola Marseglia il 18 febbraio scorso. La loro tesi è quella che, se si tratta di delitto d’impeto, allora la legge non prevede necessariamente la costrizione in un istituito di pena. “Al di là del fatto che noi la riteniamo innocente, dopo quattro anni è eccessivo dire che sussistono ancora le esigenze cautelari. Per noi i domiciliari sono sufficienti”. Queste le parole dei due avvocati difensori.

La Cassazione però ha negato l’arresto in casa per Sabrina Misseri: la motivazione principale è che potrebbe influenzare il padre Michele Misseri e costruire insieme a lui una nuova versione dei fatti. Oltre a Sabrina, cugina della giovane vittima Sarah, sono stati condannati in primo grado anche lo zio, il padre di Sabrina, Michele Misseri e sua moglie, zia di Sarah, Cosima Serrano.

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