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Caso Sarah Scazzi, intervista esclusiva al legale della famiglia: il ruolo di Michele Misseri nel delitto

di Michela BecciuUrbanPost ha intervistato l’avvocato Nicodemo Gentile, legale della famiglia di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa il 26 agosto 2010 ad Avetrana. Abbiamo chiesto al legale un commento sul recente deposito – giunto con mesi di ritardo – delle motivazioni della sentenza d’Appello che ha confermato in secondo grado la condanna all’ergastolo per Sabrina Misseri e Cosima Serrano, giudicate responsabili del delitto. Ecco come ha risposto alle nostre domande, e qual è la sua personale interpretazione delle controverse figure di Ivano Russo e Michele Misseri, attualmente sotto processo nell’inchiesta Scazzi bis con l’accusa, rispettivamente, di false attestazioni al pm e autocalunnia.

Avvocato Gentile, perché le motivazioni della sentenza d’Appello sono giunte così clamorosamente in ritardo? Lei che idea si è fatto in merito? 

“Il ritardo delle motivazioni è l’unico aspetto che ci permettiamo di condividere in questa vicenda giudiziaria con la critica fatta dalla difesa di Sabrina Misseri, perché il lavoro fatto dalla Corte in Appello era un lavoro che evidentemente poteva portare a un deposito anticipato delle stesse, sicuramente. A mio avviso il ritardo nasce con ogni probabilità dal carico di lavoro e dai vari impegni paralleli che soprattutto il giudice estensore ha avuto in questo periodo, fermo restando però che comunque il caso di Avetrana è un caso unico nel panorama giudiziario italiano, tant’è che anche in primo grado ci fu una motivazione che è arrivata dopo undici mesi e che consta di 1600 pagine …”.

Un’attesa estenuante per la famiglia della piccola Sara, un ritardo attorno al quale stava montando la polemica.

“Sì, un ritardo che un po’ è legato alla complessità della vicenda giudiziaria, alla pluralità delle imputazioni da valutare, anche se in Appello ovviamente il lavoro dei giudici è stato molto più semplificato perché non c’è stata un’attività istruttoria autonoma, se si esclude una perizia sullo spostamento dei telefonini di Cosima; è quindi un concorso di fattori, in parte fisiologico … ecco perché condividiamo la critica forte fatta dalla difesa di Sabrina: questo deposito così protratto nel tempo da fisiologico è diventato tecnicamente ‘patologico’ …”.

Adesso esiste concretamente il rischio che Sabrina venga scarcerata? Se n’è parlato spesso ultimamente.

“Assolutamente no, perché i termini di durata massima della custodia in carcere che l’articolo 203, in base alla tipologia del reato (quindi reato punito con l’ergastolo), calcola in 6 anni – che andrebbero quindi a scadere a metà di questo ottobre – in realtà già da tempo, a partire dal giudizio di primo grado, erano stati sospesi, e quindi era possibile prorogarli, e la misura in carcere della Misseri sicuramente non perderà efficacia prima del 27 settembre 2017, salvo ulteriori proroghe. Quindi io credo che per tutto il 2017 possiamo stare tranquilli, ecco”.

Immagino che la famiglia Scazzi abbia temuto questa eventualità.

“Sì, anche perché oggettivamente per la famiglia Scazzi vedere in libertà una persona condannata da due giudici collegiali all’ergastolo, non per motivi che riguardano il merito (quindi gravi indizi o esigenze cautelari) ma per una questione di negligenza o semplicemente procedurale, avrebbe oggettivamente significato un fallimento del sistema. Tenga infatti presente – e questo vorrei sottolinearlo – che ad oggi tutte le varie richieste fatte dalla difesa di Sabrina di attenuazione della misura o di revoca addirittura, sono state sistematicamente rigettate, quindi evidentemente permangono chiari indizi e le esigenze cautelari”.

Il ruolo di Michele Misseri in questa vicenda omicidiaria. Il fatto che anche nelle motivazioni della sentenza di secondo grado un capitolo sia stato interamente dedicato alla sua condotta, alle sue contraddizioni, al balletto di versioni contrastanti sul delitto. Lei cosa pensa? Il Misseri ha avuto un ruolo attivo nell’omicidio o no?

“Assolutamente no. Noi in primo e secondo grado lo abbiamo definito ‘Il becchino di Avetrana’, becchino era e becchino è rimasto, quindi … Si è occupato solo della fase dell’occultamento del cadavere, e lo dicono le carte del processo, lo dicono tutte le sue dichiarazioni, il comportamento avuto fin dal primo giorno, la sua storia. L’ipotesi alternativa di Michele Misseri solitario assassino di Sarah non trova assolutamente riscontro dalle carte processuali. Noi siamo sempre più convinti anche perché Michele Misseri sarebbe l’unico assassino al mondo che non sa come ha ucciso la sua vittima; è sempre stato oscillante mentre quando lui in tutte le occasioni in cui ha avuto modo di parlare, sia davanti alle televisioni, dove ha dato il meglio di sé, sia in sede processuale, dove invece in alcuni momenti non ha voluto parlare, quando riferisce della fase che attiene al momento del trasporto di Sarah e all’occultamento nella cisterna, è preciso, la sua descrizione è piena di particolari e non si capisce invece perché non si ricordi la prima fase (quella del delitto ndr). La sua versione serve solo per aiutare la famiglia”.

Ivano Russo: sotto processo per false dichiarazioni ai magistrati. Secondo lei sa più di quello che ha detto? Ha visto le due ragazze litigare prima dell’omicidio? O è totalmente estraneo alla vicenda?

“Io questo non sono in grado di dirlo, se lui nasconde qualcosa, posso però dire che Ivano Russo insieme a tante altre persone del paese, compresi alcuni familiari di Sarah, mi riferisco alla zia e allo zio, fanno parte di un materiale umano estremamente scadente , che sulla bocca avevano pietà per lei, però  – per ragioni diverse, anche di natura diciamo egoistica, e quindi lontano dal fatto del coinvolgimento nell’omicidio  – sono stati molto, molto reticenti, anche alcuni amici di Ivano. Mentre formalmente si spacciavano per amici di Sarah, persone che dicevano di volerle tanto bene, poi di fatto hanno tradito la fiducia di questa ragazzina”.

Il processo, tra le altre questioni da dirimere, dovrà anche appurare se Ivano Russo prima che si consumasse il delitto sia stato in casa di Sabrina Misseri ed abbia visto le due cugine litigare?

“Sì sì, perché ci sono troppe cose che non tornano. Fin dall’inizio Ivano ha cercato, unitamente a Sabrina, di sminuire quel tipo di contatto con lei, che quantità e qualità di messaggi hanno invece confermato”.

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