in ,

Omicidio Svetlana Balica: si cerca ancora il corpo, inquietante messaggio lasciato dal marito killer

Svetlana Balica è stata uccisa: in corso ricerche cadavere

Svetlana Balica è stata uccisa, su questo sembra non esserci più alcun dubbio, sebbene gli inquirenti non abbiano ancora ritrovato il suo cadavere. A toglierle la vita il marito Nicola Pontiggia, trovato morto, schiacciato dal camion che avrebbe dovuto aggiustare. Sulle cause di morte del 50enne tuttavia ci sono ancora dubbi: si sospetta infatti che l’uomo, esperto meccanico, abbia inscenato l’incidente sul lavoro per camuffare quello che in realtà sarebbe stato un suicidio. Le indagini vanno infatti avanti su questo doppio binario.

Il procuratore capo di Sondrio, Claudio Gittardi, che si sta occupando delle indagini ieri in conferenza stampa ha spiegato che Nicola è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza installate nella ditta  Castelli di Morbegno dove lavorava ed è stato rinvenuto cadavere, intendo a trascinare un corpo ed occultarlo. Con ogni probabilità il corpo della moglie.

Sulla sparizione della 44enne moldava e dell strano suicidio del marito ha rivelato importanti e risolutive novità relative all’inchiesta. “Un omicidio con soppressione e occultamento di cadavere, avvenuto probabilmente per strangolamento, perché nessuna traccia di sangue è stata rinvenuta”, riferiscono gli inquirenti, e dopo averla ammazzata Pontiggia sarebbe andato alla Castelli Costruzioni di Morbegno, avrebbe caricato il cadavere su un mezzo di proprietà della ditta e si sarebbe disfatto dei suoi effetti personali, trovati nell’area prossima alla azienda, tutti raccolti in una valigia che secondo gli investigatori la donna aveva preparato perché intenta ad andarsene, a lasciare il marito.

Il filmato che ha inchiodato il marito di Svetlana

Un video ha permesso di risolvere il giallo di Cosio Valtellino: nel filmano in mano agli inquirenti si scorge Nicola Pontiggia nell’atto di trascinare la donna dopo le 6 del 2 novembre scorso, quand’era ancora buio. Solo grazie a uno spiraglio di luce proveniente dal cortile è possibile intravedere la sua sagoma e quella del corpo esanime della moglie. Nel filmato poi si nota anche del fumo, scaturito dalla fiamma ossidrica che l’uomo ha usato per bruciare indumenti e oggetti personali di Svetlana. Il procuratore capo Claudio Gittardi ricostruisce così quei tragici momenti: “L’omicidio commesso da Pontiggia dovrebbe essere avvenuto tra il 31 ottobre e il 2 novembre”. Dopo i fatti narrati alle 6.50 Pontiggia si assenta per 13 minuti nei quali avrebbe occultato il corpo.

Il luogo delle ricerche e dell’azienda in cui sarebbe avvenuto l’occultamento del corpo

 

Un lasso di tempo troppo breve per consentigli di andare lontano, ciò fa supporre dunque agli investigatori che il corpo di Svetlana si trovi proprio lì, nell’area dell’azienda dove Pontiggia lavorava. I piani dell’uomo però vengono disturbati da un imprevisto: la moglie del titolare lo va a prendere in azienda per sbrigare delle commissioni, raggiungere Colico e portare una vettura in azienda. Intorno alle 9 infatti Pontiggia torna sul posto e da lì fa due telefonate al numero di Svetlana. Nella ricostruzione della Procura lo fa per lasciare traccia nel suo telefonino di una finta ricerca della moglie scomparsa. La scheda del telefono di Svetlana viene poi trovata nel prato vicino tra gli effetti personali.

Svetlana scomparsa a Cosio: uccisa dal marito e sepolta sul posto di lavoro, la svolta da un video

Nicola e le bugie alla ex moglie prima di togliersi la vita

Pontiggia rientra un’ultima volta in ditta alle 13.50, dopo essere passato dalla ex moglie e averle raccontato di una lite con Svetlana e del fatto che la donna se ne fosse andata di casa portando con sé una valigia e 900 euro in contanti. Da lì non uscirà vivo. Alle 18 un ingegnere trova il suo cadavere e lancia l’allarme. Nicola è morto, schiacciato sotto un camion. Impossibile credere all’incidente sul lavoro, come spiega Gitardi: “A questo punto diventa chiaro si tratti di un suicidio, commesso forse per rimorso o per effetto della disperazione. Pontiggia era, inoltre, titolare di una assicurazione sulla vita che non copre gesti volontari”, ma gli infortuni sì. Una morte pianificata nei minimi dettagli. Sul suo cmodino un biglietto che ora, riletto alla luce dei nuovi elementi emersi, appare come la firma di quanto accaduto: “Sei entrata nella mia vita e ci resterai per sempre. Ti amo”.

Seguici sul nostro canale Telegram

Tale e Quale Show finale torneo campioni: tutte le esibizioni

news autopsia cranio randagio

Morte Cranio Randagio news: la madre chiede verità, “qualunque essa sia”