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Omicidio Teresa e Trifone news, pesista testimone a pochi metri dal killer: cos’ha visto e sentito?

Stefano Protani è l’ultima persona ad aver parlato con Trifone Ragone e Teresa Costanza prima che venissero trucidati a colpi di pistola alla testa, quella tragica sera del 17 marzo 2015.

Al processo per il duplice omicidio di Pordenone in Corte d’Assise ad Udine, che vede alla sbarra l’ex commilitone di Trifone, Giosuè Ruotolo, nell’udienza di venerdì scorso 25 novembre Protani ha deposto in aula. Il teste è il pesista 29enne che frequentava la palestra nel cui parcheggio la coppia è stata uccisa. Protani conosceva le vittime, e pochi minuti prima del duplice delitto è uscito insieme ai fidanzati dal Palazzetto dello Sport Crisafulli poi – così avrebbe dichiarato – sarebbe salito sulla sua auto, “mentre Trifone e Teresa hanno proseguito a piedi verso la loro Suzuki Alto, posizionata pochi stalli più in là”.

Cos’ha visto e sentito questo importante testimone? È Il Messaggero Veneto a riportare le sue parole: “… Ho visto Trifone e Teresa allontanarsi e un runner avvicinarsi in senso contrario e andare via, poi mi sono messo al volante, ho acceso l’autoradio ascoltando un cd di musica dance e ho innestato la retromarcia. A metà manovra ho sentito tre colpi”. Il giovane però dopo qualche secondo, riflettendo, avrebbe considerato quei rumori come “petardi” e, senza pensare che fosse accaduto qualcosa di tremendo, avrebbe messo in moto l’auto per andar via: “Così ho riacceso l’autoradio, ho innestato la marcia e, transitando, sulla destra, ho visto l’auto di Teresa e Trifone. Fari spenti, niente luci nell’abitacolo. Ho visto i capelli biondi di lei vicino al vetro del finestrino passeggero, ma ho pensato che stessero pomiciando, di solito erano molto affettuosi tra loro”.

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Possibile che il pesista non si sia accorto, stando a pochi metri dalla scena del crimine, cosa era appena accaduto ai due fidanzati? Il 29enne avrebbe infatti anche visto, uscendo dal parcheggio, l’auto che per la Procura è proprio quella in uso all’epoca dei fatti all’imputato: “Un’Audi A3 Sportback di colore grigio chiaro metallizzato, con le luci di posizione accese”, ma secondo il suo racconto alla guida ci sarebbe stata una donna, o comunque qualcuno con un cappuccio, con qualcosa in testa (una parrucca?): “A bordo c’era una persona che mi é parsa una donna di mezza età. L’ho dedotto dal fatto che teneva le mani sul volante in posizione riconducibile alle 10.15, come fanno di solito le donne”. Questo teste ha raccontato tutta la verità ai giudici? Sarà il processo a provare a chiarirlo.

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