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Omicidio Teresa e Trifone processo d’Appello: negata super perizia a Giosuè Ruotolo

Omicidio Teresa e Trifone news oggi: processo d’Appello a Trieste, stamani importante udienza del dibattimento che vede al banco degli imputati l’ex militare campano, Giosuè Ruotolo. Condannato in primo grado all’ergastolo, Ruotolo si dichiara innocente. Oggi la Corte ha respinto a richiesta di perizia avanzata dalla sua difesa. Un delitto premeditato, a detta dell’accusa, che Ruotolo aveva messo in atto a seguito di dissapori e liti con Ragone, suo ex coinquilino e commilitone.

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Per i giudici non sussistono i presupposti per l’istruzione di un nuovo atto dibattimentale richiesto dai difensori dell’imputato Giosuè Ruotolo, accusato di avere assassinato a colpi di pistola i fidanzati, Teresa Costanza e Trifone Ragone, la sera del 17 marzo 2015 nel parcheggio del palazzetto dello sport Crisafulli di Pordenone. La Corte d’Assise ha altresì respinto la richiesta formulata dai legali di Giosuè di una perizia super partes atta a chiarire alcuni punti dell’impianto accusatorio a carico dell’imputato, primo fra tutti l’assenza di una prova inconfutabile – dovuta alla’assenza di testimoni oculari – della sua presenza nel parcheggio della palestra quando la coppia veniva assassinata. Sulla riapertura dibattimentale in sede di corte d’appello d’assise e l’istituzione di una nuova perizia si erano opposti già nell’udienza precedente gli avvocati di parte civile e il procuratore generale Carlo Sciavico, che ha da poco iniziato la sua requisitoria. “La conferma della condanna è sempre più vicina”, scrive su Facebook la criminologa Roberta Bruzzoneconsulente delle parti civili al processo.

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Trifone era infatti venuto a sapere che la persona che da settimane insultava e molestava via chat la sua fidanzata Teresa, era proprio Giosuè. Lui aveva creato dal pc che usava nell’ufficio della caserma di Cordenons dove prestava servizio, il falso profilo Facebook ‘Anonimo Anonimo’, attraverso il quale fingeva di essere una donna, amante di Trifone, che insidiava con ogni tipo di ingiuria Teresa Costanza per indurla a lasciare Ragone. Durante un chiarimento tra i due ex commilitoni, Trifone malmenò Ruotolo e lo minacciò di denuncia. Intimidazione che per l’accusa preoccupò molto l’oggi imputato, che temeva che una querela avrebbe compromesso per sempre la sua carriera nella Guardia di Finanza. In questo clima di odio e sete di vendetta, Giosuè Ruotolo avrebbe nei mesi maturato la malsana idea di uccidere Trifone e con lui la fidanzata, scomodo testimone dei fatti accaduti. Questo il movente del delitto secondo l’accusa.

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