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Omicidio Teresa e Trifone, nuovi particolari sulla dinamica del delitto: il piano diabolico del killer

Trifone e Teresa uccisi con ferocia, freddati con diversi colpi di arma da fuoco esplosi a distanza ravvicinata, colti alla sprovvista mentre si erano appena seduti in auto e si apprestavano a mettere in moto per andar via dal palazzetto dello sport di Pordenone.

Chi li ha uccisi ha agito mosso da odio profondo, un rancore nutrito da tempo che lo ha portato a pianificare ogni dettaglio; il killer ha sparato in piedi davanti a loro, seduti e inermi: “Non è stato raggiunto dagli schizzi di sangue quando ha sparato a Trifone e nemmeno quando ha allungato il braccio nell’abitacolo dell’auto per sparare a Teresa”, ha spiegato il consulenti della parte civile venerdì scorso al processo, specificando che niente su quella scena del crimine è stato lasciato al caso.

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Una mano assassina ma due menti dietro il duplice omicidio di Pordenone: “I messaggi Facebook inviati a Teresa Costanza dal profilo Anonimo Anonimo hanno doppia componente: un’ideazione a carattere femminile e una esecuzione tipicamente maschile”, lo ha spiegato in aula la criminologa Roberta Bruzzone in qualità di consulente della difesa, sposando dunque la ricostruzione fatta dalla Procura di Pordenone contro Giosuè Ruotolo, sotto processo per il duplice delitto.

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nougat

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