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Omicidio Vasto, la vendetta di Fabio: nessun pentimento da parte del 22enne che investì e uccise la moglie

“Dopo aver ucciso Roberta, nell’incidente, Italo D’Elisa non ha mai chiesto scusa, né mostrato segni di pentimento. Anzi, era strafottente con la moto: dava fastidio al marito di Roberta e quando lo incontrava, accelerava sotto i suoi occhi”. Queste le parole dell’avvocato di Fabio Di Lello, il 34enne che ieri pomeriggio ha ucciso a colpi di pistola davanti un bar, a Vasto, il ragazzo di 22 anni che lo scorso 1° luglio uccise la moglie travolgendola con la sua auto per non essersi fermato al semaforo rosso.

“Fabio era sotto shock” – ha continuato il legale – “era depresso per la perdita della moglie”, e soffriva perché a suo dire non aveva ottenuto giustizia: D’Elisa era a piede libero e in attesa di rinvio a giudizio (l’udienza era fissata per il prossimo 21 febbraio). “D’Elisa tre mesi dopo l’incidente aveva ottenuto il permesso per poter tornare a guidare la moto, perché gli serviva per andare a lavorare”. “Fabio andava molto spesso al cimitero, incontrandolo non ho mai avuto l’impressione che stesse ipotizzando una vendetta. Sono rimasto sbalordito, non aveva dimestichezza con le armi”.

 

 

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