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Omofobia e diritti LGBT: a che punto è l’Italia rispetto all’Europa

Quanto è omofoba l’Europa? Stando ad un’indagine condotta dall’Unione Europea su  un campione di 93.000 persone omosessuali, buona parte del Vecchio continente – anche se in misura diversa – non riconosce i diritti del popolo LGBT e continua a discriminarlo sia nel linguaggio che nelle azioni.

diritti gay sondaggio Unione Europea

Intimidazioni e atti discriminatori, secondo quanto riportato nell’indagine a cura de L’Espresso, sono tutt’altro che fenomeni sorpassati. Ancora troppi gli individui che subiscono atti di bullismo e intolleranza dapprima a scuola, e successivamente nell’ambiente lavorativo.

Eppure dai dati analizzati emerge una sorta di frattura che divide in due Europa: da un lato tutti quei paesi che hanno aderito all’Unione prima del 1994 (per intenderci, buona parte del Nord e del Centro Europa, dove vengono riconosciute le unioni civili e le adozioni alle coppie gay), dall’altro i Paesi dell’ex blocco sovietico a cui vanno aggiunte Grecia e Italia. Insomma, l’Europa è un continente diviso, anche per quanto riguarda il riconoscimento dei diritti degli omosessuali.

In questo secondo gruppo, al mancato riconoscimento dei diritti si affianca un’elevata percentuale di comportamenti discriminatori. E in Italia, precisamente, che cosa accade? Mentre in Europa il 70% delle persone omosessuali dichiara di non far segreto del proprio orientamento sessuale in ambiente lavorativo, nel Belpaese la percentuale si abbassa al 60%.

L’Italia, inoltre, vanta il triste primato dei politici più intolleranti e omofobi: oltre il 90% degli intervistati ritiene che i nostri rappresentanti non sappiano usare un linguaggio rispettoso quando parlano di tematiche legate all’identità di genere. Un dato eclatante, specie se rapportato alla media europea del 44% e a quella olandese e tedesca del 10%.

Un altro tema scottante è quello delle espressioni d’odio. L’Europa, tutta, ne esce sconfitta; le percentuali più alte di discriminazione si registrano sempre nei paesi del gruppo “B” cui accennavo all’inizio, dove ben l’80% delle persone intervistate ritiene diffusi e tollerati comportamenti di avversione che incitano all’odio. In Italia raggiunge quasi il 70% la percentuale di quanti credono che siano frequenti casi di aggressione contro omosessuali.

La discriminazione riguarda non tanto l’identità di genere, quanto l’orientamento sessuale e la sua manifestazione nella quotidianità. Ancora una volta l’Italia non si colloca bene, registrando il 72% di quanti, per timore di aggressioni, preferiscano evitare di tenere il partner per mano. Un dato preoccupante che riguarda tutta l’Europa, con una media che si attesta sul 67%.

(fonte: L’Espresso)

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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