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Ondata di malumore sul PD, i social network parlano chiaro!

Per l’appunto i più arrabbiati sono proprio quelli che avevano riposto fiducia nelle dichiarazioni riformatrici di Bersani. L’incoerenza nel PD durante questa tornata di elezioni per la Presidenza della Repubblica è stata troppo evidente ed ha mostrato i limiti di un partito troppo scostante ed afflitto da correnti diverse e da personaggi che, nonostante tutto, non vogliono abbandonare le proprie ambizioni.

Analizzando in profondità il pensiero che si propaga sui social network, ed in particolare su Twitter, è facile notare come il disinammoramento per il PD sia molto forte. La gente si identifica nel PD come unica forza in grado di contrastare il Berlusconismo e già la convergenza su Franco Marini ha provocato la prima ondata di malumore. Un ex DC evidentemente associato alla vecchia casta e per di più accettato dal PDL e da Berlusconi è stato il primo grave errore.

Errore ancor più grave se consideriamo che Bersani, dopo aver invano cercato l’alleanza con MS5, non ha assolutamente preso in considerazione l’ipotesi Rodotà. Giurista dal CV impeccabile con una chiara provenienza sinistroide. L’inciucio con il PDL è stato insopportabile ed il gradimento per Marini pari a zero.
Succede che Marini non ce la fa e che a chiudergli le porte sono proprio i Renziani, che non esitano a dichiarare la loro avversione ad un candidato che non rappresenta l’innovazione.

Bersani ed il suo entourage hanno solo un’opzione, affidarsi a Romano Prodi. Ormai uscito dalle scene politiche, Prodi è sicuramente un anti- Berlusconi ma appartiene al passato ed il suo “appeal” è ormai logorato. Sale invece alto il grido dei Grillini per Rodotà, che inizia a risultare simpatico a tutti (basta seguire #rodota su Twitter).
La determinazione dei Grillini è notevole, anche se vogliamo insita nello stile imperativo di Beppe Grillo. Il PD è un partito che si fonda sulla democrazia ed il consenso e ciò gli si ritorce contro. Stavolta i Renziani votano Prodi ma il numero di franchi tiratori è pazzesco e Prodi non supera nemmeno la soglia dei 400 voti.
Anche in questo caso Twitter non perdona (in questo caso seguire #noprodi)

Bersani è stato tradito e non sa da chi. I grandi vecchi come la Finocchiaro o la Bindi si lamentano e si dimettono, solo D’Alema resta di ghiaccio. Arriva il colpo di scena, non cambia niente perchè Napolitano alla veneranda età di 87 anni decide che l’unico modo per formare un governo di larghe intese è con lui al timone. L’Italia può andare avanti solo con il “vecchio” e il buon Giorgio sacrifica la pensione e vince nettamente, appoggiato da PD e PDL ed ovviamente da Scelta Civica.

In pratica si va a votare per ritrovarsi poi con la stessa situazione è le stesse persone. MS5 è infuriato ma più di tutti sono gli elettori del PD che infestano il web di ingiurie e mal sopportano i falsi sorrisi di cui si compiace per la vittoria di Napolitano. #napolitanobis è un hash tag che aiuta a comprendere lo sconforto, non tanto per Napolitano come persona ma per ciò che rappresenta in un Italia che ha bisogno di nuovi impulsi.

Gli auguri a Napolitano da parte degli esponenti del PD sono invasi da critiche degli elettori. Qualcuno prende le distanze come Barca o lo stesso Renzi ma il verdetto è chiaro, l’ha avuta vinta Berlusconi pur non facendo niente. Il Movimento 5 stelle fa un figurone ma prende troppo in parola Grillo che prima parla di Golpe e poi, forse leggendo l’hash tag #tuttiaroma, prende le distanze dai facinorosi.

grillo

finocchiaro

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Start Upper ed esperto di imprese tecnologiche, 42 anni, laurea e master ottenuto in Gran Bretagna. Vive a Livorno ma viaggia spesso tra Milano e Torino.

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