in

Organi su chip: la nuova frontiera dei test farmaceutici

Il futuro per i test farmaceutici è dietro l’angolo: il lungo “iter” che un farmaco deve seguire per arrivare sul mercato ben presto potrebbe subire una storica rivoluzione. La complessità della farmacocinetica e della farmacodinamica di ogni principio attivo ha da sempre reso necessario effettuare una lunga serie di test e di studi prima che un farmaco possa essere immesso sul mercato, al fine di garantirne la sicurezza e valutare gli effetti collaterali dannosi per l’organismo umano.

Organi e Microchip

Anni di lotte e di campagne animaliste, ma anche e soprattutto di ricerche e sperimentazioni con nuove tecnologie e nuovi materiali hanno portato alla nascita – nel Wyss Institute for Biologically Inspired Engineerging dell’Università di Harvard – di uno strumento in grado di simulare e integrare le informazioni di ben dieci organi diversi, tra cui polmoni, cuore e intestino. Questa tecnologia è basata su futuristici microchip che, con l’ausilio di cellule di origine umana, permettono di ricreare l’architettura e le funzioni dell’intero organo su piccoli supporti – di dimensioni simili a quelli di una chiavetta USB – mimandone la fisiologia in tutta la sua complessità.

Ed è già nato il primo organo su chip, si tratta di un polmone. Questi microchip sembrano quindi essere uno strumento molto promettente e una valida alternativa ai test sugli animali, permettendo di testare in modo sicuro e veloce nuovi composti farmaceutici, valutandone efficacia e sicurezza per l’uomo.

 

Guida ai saldi: il vademecum alle occasioni

PDL, fuori dalle liste Dell’Utri, Scajola e Papa. Giallo su Cosentino