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Orrore a Pisa: maestra asilo nido arrestata per maltrattamenti, video sconcertanti

Un asilo nido comunale di Pisa al centro della cronaca per un increscioso fatto di presunti maltrattamenti ai bambini da parte di un’insegnante di 58 anni, arrestata ieri 4 febbraio dai Carabinieri del Nucleo Investigativo su ordine del Gip del Tribunale di Pisa, Giuseppe Laghezza, a seguito di una lunga ed accurata indagine iniziata nel novembre scorso che, forte di sconcertanti intercettazioni audio e video, ha permesso di formulare nei suoi confronti l’accusa di “maltrattamenti aggravati ai danni di nove bambini”, di età compresa tra 1 e 3 anni, di cui avrebbe dovuto prendersi cura.

Del caso si è parlato oggi a Mattino 5, a soli due giorni dall’analoga inchiesta per presunti maltrattamenti in un asilo di Pavullo (Modena), che ha portato agli arresti domiciliari una maestra di 52 anni. Le immagini in mano agli inquirenti parlano chiaro: bambini picchiati, strattonati, minacciati, costretti a terribili vessazioni fisiche e morali che non hanno lasciato scampo alla veterana docente, inchiodata da prove che appaiono più che inconfutabili, e che lascerebbero ipotizzare un cattivo se non assente lavoro di vigilanza da parte di chi era preposto al compito di vegliare sui piccoli.

Nessuno all’interno di quell’istituto si sarebbe infatti mai accorto di niente, lo si è appreso stamani in trasmissione, sulla scorta di testimonianze raccolte tra gli insegnanti e il dirigente scolastico. Come è possibile? L’inchiesta dovrà appurarlo, giacché nessuno avrebbe mai notato niente di strano nel comportamento della educatrice, benché in alcuni dei video in oggetto si possa distinguere benissimo la presenza di altri adulti nell’aula dell’orrore.

Una indiscrezione tuttavia rende ulteriormente sconcertante il quadro della situazione: sempre a Mattino 5 si è parlato di una presunta confidenza fatta dalla maestra sotto accusa ad una collega. La donna avrebbe infatti ammesso di adottare un metodo molto rigido con i bambini, tale da portarla ad ammettere: “Se ci fossero le telecamere mi arresterebbero…”. L’educatrice è ora agli arresti domiciliari, altre due sue colleghe sono state sospese dall’assessore Marilù Chiofalo e il Comune si è costituito parte civile.

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