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Oscar: i 10 momenti più beceri, imbarazzanti e tristi nella storia di questo premio

La notte degli Oscar 2016 è alle porte: qui tutto ciò che dovete sapere di questa edizione e soprattutto come e dove seguirla in diretta. Ma la storia di uno dei premi più antichi della storia del cinema, nato nel 1929, è lastricata non soltanto di momenti trionfali ma anche di tante cadute di stile e momenti davvero bassi e imbarazzanti. Ecco una lista dei 10 accadimenti tutt’altro che politicamente corretti avvenuti in questo lungo periodo di attività.

1 Avete presente l’attrice che interpretava Mamy in Via col Vento? Era Hattie McDaniel ovvero la prima afroamericana a vincere un premio Oscar: era il 1940. E fin qui, direte, tutto bene. Insomma…la donna ha dovuto seguire la cerimonia di premiazione in un tavolo a parte in fondo alla sala, al buio, dopo esserci arrivata attraverso un’entrata secondaria e non quella destinata agli altri attori in gara. Perché? Era nera.
2 Un regista magnifico, uno dei migliori che il cinema abbia mai avuto, è senz’ombra di dubbio Luis Bunuel. Nella sua altrettanto magnifica autobiografia questo genio racconta senza mezzi termini cosa pensa del premio Oscar, definendo in maniera grottesca e caustica i membri dell’Academy. E se qualcuno sta pensando che sia la storia della volpe e dell’uva, ovvero che ne parlasse con tanto livore perché non ne avesse mai ricevuti, è del tutto fuori strada. L’occasione di insultare Hollywood è arrivata proprio con l’assegnazione dell’Oscar a Bunuel per “Il discreto fascino della borghesia” come miglior film straniero. Premio che il genio iberico non ha mai ritirato di persona.
3 Imbarazzo, ancora per l’Academy, nel 1973, quando Marlon Brando vinse l’Oscar per Il Padrino ma decise di farlo ritirare a una indiana d’America accusando il cinema statunitense di aver dipinto come ostili, selvaggi e incivili i Nativi. Poteva anche essere un nobile intento finché non si scoprì che la ragazza indiana era a sua volta un’attrice pagata per fingersi tale.
4 In quasi novant’anni soltanto 4 donne hanno ricevuto la candidatura come Miglior regia e soltanto una volta questo premio è stato vinto da una donna: è successo Kathryn Bigelow nel 2010.
5 Gli Stati Uniti paiono non prendere troppo bene le critiche, soprattutto se li ridicolizzano, per questo motivo l’Academy ha sistematicamente ignorato la carriera monumentale di un regista a stelle e strisce come Robert Altman reo di essere stato un dei pochi occhi davvero critici e non asserviti, parodizzando per esempio l’arte della guerra degli americani con M.A.S.H. o il marcio dietro alla Hollywood da Red Carpet. Gli è sempre stato negato qualunque riconoscimento dall’Academy, nonostante si stia parlando di uno dei registi migliori che gli States abbiano mai vantato e la critica lo avesse sempre osannato. Poco prima di morire (si è trattato di una morte annunciata) l’Academy si salva la faccia con un approssimativo e generico “Oscar alla carriera”.

6 Hitchcock oggi è considerato un dio del cinema ma non è sempre andata così. Prima che Truffaut lo rendesse un prodotto chic rivalutandolo il povero Alfred era considerato una sorta di regista seriale di gialletti. Per questo motivo non c’è da stupirsi che nonostante 5 nominations non abbia mai ricevuto un solo Oscar. L’Academy ha proprio l’occhio lungo…non c’è che dire.
7 Leonardo Di Caprio non ha mai vinto un Oscar, Matthew Mcconaughey sì…al suo posto.
8 Prima del 1950 non c’era alcuna normativa che stabiliva cosa si potesse fare con il proprio Oscar vinto. Quando qualche vincitore iniziò a venderlo, chi per pagare le cure per la moglie malata chi per ripagarsi i debiti di gioco, l’Academy introdusse la regola che la celebre statuetta, per contratto, potesse essere rivenduta soltanto a loro alla cifra simbolica di un dollaro. 
9 Nel 1940 l’Academy andò su tutte le furie perché il Los Angeles Times, in cerca di scoop, non rispettò l’embargo e pubblicò prima della cerimonia i nomi di tutti i vincitori.
10 Spike Lee e altri artisti afroamericani e latini hanno deciso di boicottare gli Oscar rei, secondo il loro punto di vista, di ignorare sistematicamente le etnie di minoranza salvo casi eclatanti.

 

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