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Ostaggio italiano rapito in Siria, video appello: “Governo intervenga prima che mi uccidano”

Sta facendo il giro del mondo il video diffuso online dal sito russo Newsfront che mostra l’immagine di un uomo italiano con barba bianca, in ginocchio in una campagna con alle spalle degli alberi di ulivo, che sarebbe stato sequestrato in Siria 7 mesi fa. In mano ha un foglio di carta con su scritta una data, all’apparenza il 15 novembre 2016

Si tratterebbe di Sergio Zanotti e mentre parla un presunto jihadista vestito di nero col volto coperto gli punta un mitra alla testa: “Prego il governo italiano di intervenire nei miei confronti prima di una mia eventuale esecuzione”, queste le poche parole pronunciate. Il prigioniero sarebbe dunque un nostro connazionale, originario di Brescia.

Gli investigatori italiani avrebbero appurato che effettivamente alcuni mesi fa Zanotti è partito dall’Italia per la Turchia, e che lì si sarebbero perse le sue tracce. La Farnesina è in contatto con la famiglia dell’uomo, e sta seguendo il caso e vagliando l’attendibilità del filmato, giacché Zanotti, nonostante la barba lunga, non apparirebbe provato da 7 mesi di prigionia.

Il video in questione sarebbe stato inviato da un account Facebook a nome di un tale ‘Almet Medi’, dalle cui informazioni si evincerebbe che è “di Milano”e “vive a Napoli” e “ha frequentato l’Ipsia Ferraris Pacinotti”. Il sito Newsfront ha inoltre spiegato che l’autore del messaggio si è descritto come il jihadista siriano, Abu Jihad. L’Intelligence dal canto suo avrebbe definito “anomalo” questo sequestro: “Nessuno ha denunciato la scomparsa dell’uomo e che al momento non c’è richiesta di riscatto”, queste le dichiarazioni all’Ansa.

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