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Pace fiscale, M5S: «E’ una misura per i deboli, nessun regalo agli evasori»

«Pace fiscale? E’ una misura per i deboli, nessun regalo agli evasori, anzi li mandiamo in carcere». Così si è espresso oggi Michele Sodano, deputato M5S e commissario della Commissione bilancio ai microfoni di Radio Cusano Campus. Dentro il Movimento l’accordo sulla Pace fiscale fortemente voluta dalla Lega accende diversi malumori. Se da una parte i dirigenti mostrano compattezza, le voci discordanti, anche tra alcuni deputati, sono più d’una: lo confermano alcune fonti vicine al Movimento. Ma la parola d’ordine è “andare avanti con la Finanziaria del popolo”, come ripete da giorni Luigi Di Maio.

A proposito della Pace fiscale, riprendiamo ancora le parole di Sodano: «L’obiettivo è ridare un po’ di ossigeno, di possibilità di fare ripartire un po’ di imprese che sono state strozzate dal sistema italiano – ha affermato il deputato membro della Commissione bilancio – Non si vuole fare un regalo agli evasori, anzi per la prima volta abbiamo introdotto il carcere per chi evade. Questa è una misura per i deboli. Il grande imprenditore che ha evaso, sta sicuramente sopra i 100mila euro. Nessun condono e nessuna misura per favorire gli evasori, questo deve essere molto chiaro».

Ieri sera, dopo il Consiglio dei ministri, mentre era ancora in corso la conferenza stampa a seguito del via libera alla manovra, era stato lo stesso Luigi Di Maio a difendere la scelta del M5S per un accordo sulla Pace fiscale. “Prima di tutto – scriveva su Facebook il vicepremier pentastellato – ci siamo accordati sul fatto che per gli evasori ci sarà la galera. Ci sarà la pace fiscale per aiutare chi non ce la fa con le cartelle Equitalia, ma non ci sarà nessun salvacondotto per chi evade. C’è un nuovo intero decreto che taglia un sacco di scartoffie: decine di leggi inutili e cento adempimenti che complicano la vita agli imprenditori. Abbiamo sancito che se una persona ha crediti con la pubblica amministrazione, non gli può essere pignorata la casa”. Insomma, difesa a spada tratta dell’accordo raggiunto, anche se il mantenimento dell’opzione di dichiarazione integrativa resta di fatto un condono. Certo, la possibilità di far emergere fino ad un massimo del 30% in più rispetto alle somme già dichiarate e comunque con un tetto di 100.000 euro per periodo d’imposta, è una limitazione importante che favorirà soprattutto i piccoli imprenditori in difficoltà.

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Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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