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Padova, cameriera uccisa dal padre, parla il medico: “Non era malata”

C’è una dichiarazione che crea scompiglio nel caso di Alessia Gallo, la cameriera 33enne della provincia di Padova che è stata uccisa dal padre, poi suicidatosi, perché malata di cancro. Il medico di base della giovane avrebbe infatti dichiarato ai Carabinieri che Alessia non era malata di cancro, e che era convinta di aver preso la stessa malattia che dodici anni prima aveva condotto alla morte sua madre.

Il Pubblico Ministero Roberto Piccioni ha disposto l’autopsia su entrambi i corpi. Se infatti fosse confermata la dichiarazione del medico, bisognerebbe formulare altre ipotesi per giungere alla risoluzione del caso.

I Carabinieri, nel momento in cui sono entrati nella villetta, avevano trovato il cadavere di Tiziano Gallo seduto sul letto della figlia già morta, accanto a lei, con l’arma del delitto ancora in mano. Prima di compiere l’omicidio-suicidio aveva lasciato un biglietto d’addio.

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