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Padova, soccorse ladro dopo averlo ferito: ora rischia 10 anni di carcere

Ha raccontato la sua paradossale storia ai microfoni di Pomeriggio 5, oggi 30 novembre, il commerciante padovano, Walter Onichini. Vittima di un tentativo di rapina nel luglio 2013, aprì il fuoco contro un ladro – 23enne albanese più volte espulso dall’Italia – che in una notte d’estate aveva tentato di rubargli l’auto, una Audi S4 parcheggiata sotto la finestra della camera da letto.

Il fatto si verificò a Legnaro, in provincia di Padova: il commerciante, 32enne all’epoca dei fatti, sparò vari colpi di fucile a vuoto per mettere in fuga i rapinatori, senza tuttavia riuscire nell’intento. Poi sparò di nuovo, è lui a raccontarlo durante la trasmissione: “Nonostante avessi sparato, i ladri a bordo della mia auto hanno accelerato e divelto il muro della recinzione della mia casa, pensavo avessero sequestrato mio figlio che aveva 20 mesi, così ho di nuovo aperto il fuoco ferendo uno di loro e mettendo in fuga i suoi complici”.

Ciò che accadde dopo ha del paradossale, e così lo racconta il signor Walter: “Vedendolo ferito ho pensato di soccorrerlo e portarlo subito in ospedale. Quando eravamo in auto mi ha rivolto contro un corpo contundente minacciandomi ed intimandomi di farlo uscire dall’auto, così ha aperto lo sportello e si è scaraventato fuori”.  Il malvivente, che non ha perso la vita, sarebbe poi fuggito a piedi, salvo poi cadere a terra privo di sensi dopo circa due chilometri ed essere soccorso da un passante.

Chiuse le indagini a ottobre scorso, il pm ha rinviato a giudizio con l’accusa di tentato omicidio aggravato, Walter Onichini, che ora rischia 10 anni di carcere. Una storia resa ancora più paradossale dal fatto che il malvivente che avrebbe cercato di rubargli l’auto e di colpirlo a morte mentre lui cercava di soccorrerlo, potrebbe anche costituirsi parte civile al processo che lo vedrà imputato.

La Procura che ha condotto le indagini non ha dunque creduto alle parole del signor Walter che, come sarebbe emerso dalle indagini, non avrebbe avuto alcuna intenzione di accompagnare il rapinatore in ospedale, anzi, lo avrebbe caricato in auto agonizzante e avrebbe cercato di liberarsene gettandolo in un fossato lungo una strada che non porta al pronto soccorso. Questo dicono le accuse nei suoi confronti. Solo due dei quattro membri della banda di rapinatori sono noti alle forze dell’ordine e accusati di furto aggravato: il ladro ferito, il 25enne abanese Elson Ndreca, e uno dei suoi complici, Mikel Shtinja, 28enne albanese ora irreperibile.

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