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Paesi Fantasma in Italia: Rocchetta Alta, il borgo dimenticato sulle sorgenti del Volturno

In questo terzo appuntamento con la rubrica dedicata ai luoghi abbandonati, in collaborazione con il blog Paesi Fantasmaraggiungibile anche su Facebook – vi racconteremo di Rocchetta Alta, un antico borgo ormai dimenticato, che un tempo fu preda dei saraceni e venne completamente distrutto e successivamente ricostruito, oggi i suoi resti riposano nella regione Molise, in provincia di Isernia. Circondata dalle sorgenti del fiume Volturno, nascosta come un piccolo gioiello dimenticato fra le Mainarde Molisane, sorge ciò che resta del borgo.

Rocchetta Alta il borgo dimenticato del Molise

La zona più recente di Rocchetta Alta – chiamata anche Rocchetta Vecchia – mostra ancora segni di civiltà: vi sono infatti diverse abitazioni di nuova generazione, segno che forse, un giorno, potrebbe risorgere dai suoi resti. Come spesso capita alle strutture e ai piccoli paesi immersi nella natura, la zona abbandonata è stata lentamente, ma inesorabilmente, inghiottita dalla vegetazione. L’unico rumore che è possibile sentire nelle torride giornate estive e nei primi mesi autunnali è il ronzio degli insetti. Alcune piccole case custodiscono perfino degli alberi di fico che tra le loro mura hanno trovato un’alcova pacifica.

rocchetta alta

Il borgo di Rocchetta Alta è stato costruito nel lontano XII secolo: in principio era solo una fortificazione su di uno spunto di roccia, in seguito, con il passare dei secoli, sono sorte nuove abitazioni e la zona si è lentamente popolata. Non si sa ancora come il borgo sia nato, alcuni studiosi sostengono che tutto ebbe inizio con la fuga degli abitanti di Bactaria, mentre altri, invece, credono che Rocchetta Alta abbia origini molto più antiche. Il borgo non è comunque mai stato molto fortunato: più volte distrutto a seguito dei numerosi terremoti, ha subito persino i bombardamenti alleati durante la Seconda Guerra Mondiale.

rocchetta alta

Secondo le ipotesi, furono i saraceni, con le loro invasioni, a rendere Rocchetta Alta un piccolo paese densamente popolato. Gli abitanti di Bactaria – città che venne completamente rasa al suolo – scapparono durante gli attacchi e i sopravvissuti si rifugiarono nella vicina Rocchetta Alta. Dopo la sua ripopolazione a opera dell’Abate Marino nel 1142, divenne un feudo del monastero lì presente sino al subentro della famiglia Evoli nel 1415. Passò poi alla famiglia Caldora fino al 1443. In quell’anno, Francesco Pandone prese possesso della cittadina usurpandola alla famiglia Caldora. Nei secoli si susseguirono diverse famiglie, fino ai Battiloro che diedero il nome al castello e rimasero al potere fino al 1813, anno in cui morì l’ultimo dei discendenti.

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