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Palermo, Ana Maria uccisa dall’amante, prima di morire urlava: «Che fai? Aspettiamo un figlio»

L’ennesimo caso di femminicidio arriva proprio alla vigilia della Giornata nazionale contro la violenza sulle donne celebrata oggi, lunedì 25 novembre: Ana Maria Lacramioara Di Piazza, una donna di trenta anni, è stata uccisa nelle campagne intorno a Palermo dall’amante. Sul corpo della vittima, trovato lungo la statale 113 tra Balestrate e Partinico, sarà eseguita proprio oggi l’autopsia per accertare che il racconto del presunto assassino corrisponda a realtà e stabilire se la donna fosse realmente incinta come rivelato all’amante negli attimi prima di morire.

Palermo, Ana Maria uccisa a coltellate dall’amante: avrebbe confessato

L’uomo, Antonino Borgia, – imprenditore 51enne con cui la donna aveva una relazione – avrebbe confessato di aver ucciso l’amante a coltellate e bastonate dopo aver appreso della gravidanza. A far risalire i carabinieri al colpevole dell’assassinio le testimonianze di alcuni cittadini. Le indagini delle forze dell’ordine sono, infatti, iniziate dopo la telefonata di una donna che segnalava di aver visto tra lo svincolo di Balestrate e Alcamo una giovane con il volto insanguinato e i vestiti strappati mentre usciva da un furgone bianco. Ana Maria veniva di fatto inseguita dall’uomo.

A rivelare l’antefatto sarebbero state, invece, le telecamere di sorveglianza dell’abitazione di un uomo, in campagna a Balestrate, che avrebbe riferito ai carabinieri di aver visto nelle riprese la scena di un’aggressione. Nelle immagini c’era un uomo che – senza pantaloni – inseguiva la donna insanguinata, salvo poi gettare il coltello dopo le urla di lei che annunciavano di aspettare un figlio. I due sarebbero dunque saliti sul furgone, probabilmente diretti all’ospedale di Partinico, ma a quel punto avrebbero iniziato di nuovo a litigare per finire con l’omicidio della donna.

L’uomo ricattato per soldi: le amiche smentiscono

“Ma che fai aspettiamo un bambino, io ti amo”, queste le parole udite nel filmato del sistema di sorveglianza durante la lite. Alle 17.30 il fermo di Borgia che – accusato di omicidio, occultamento di cadavere e procurato aborto – avrebbe poi confessato il delitto in seguito al quale si sarebbe fatto una doccia per recarsi dal barbiere. Secondo quanto emerso, i due avrebbero avuto una relazione da circa un anno. Borgia, dopo essere stato arrestato, avrebbe detto di avere ricevuto richieste di denaro dalla ragazza che minacciava di rivelare alla moglie la loro relazione. Stando a quanto riferito dal Corriere, però, alcune amiche della vittima avrebbero raccontato che la ragazza non aveva alcuna intenzione di ricattare l’uomo: i soldi, circa tremila euro, le servivano per curarsi, dal momento che non aveva un lavoro e la gestazione procedeva con difficoltà.

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