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Paola Perego e gli attacchi di panico: “Andavo in onda con l’aiuto di farmaci e poi mi chiudevo in casa”

Ben vengano le confessioni di donne belle, famose, apparentemente invincibili e con una vita perfetta, come quella che Paola Perego ha concesso a Grazia. La celebre conduttrice televisiva svela le proprie fragilità di donna comune regalando qualcosa che troppo di rado i vip amano svelare: le loro imperfezioni che, invece, li avvicinano in modo salutare alle persone comuni. Paola svela un aspetto della sua vita che nessuno si sarebbe aspettato: la lunga lotta contro il mostro degli attacchi di panico.Tendenzialmente chi soffre di questa patologia prova molta vergogna nel dirlo pubblicamente, questo outing è un vero toccasana per tutti coloro che vivono nel silenzio di questo disagio.

A dimostrazione che si può soffrire di attacchi di panico ed essere comunque persone di successo, carismatiche, capaci di costruirsi carriere importanti. Un classico leitmotiv per chi soffre di questa patologia è il sentirsi in parte fallito, schiavo e limitato: vedere qualcuno che affronta una diretta televisiva ogni giorno, per anni, nonostante gli attacchi è una speranza importante. Quel tipo di speranza che deve farti dire ” Ok, ho questo problema, ma posso vivere, combattere ed arrivare comunque”.

Le parole della Perego sono schiette: “Per anni il lavoro è stata l’unica cosa che riuscissi a fare in pubblico. Andavo in onda con l’aiuto dei farmaci che il mio medico mi prescriveva. Lavoravo e poi mi richiudevo in casa. Soffrivo di attacchi di panico e non volevo ammetterlo. Me ne vergognavo perché mi sembravano una debolezza inaccettabile. Non riuscivo a fare cose banalissime come guidare.” A salvarla è stato il lavoro che ha deciso di fare su se stessa, che l’ha portata oggi ad essere una persona più serena e consapevole circa ciò che vuole essere. Le resta soltanto una cosa sulla quale lavorare ancora: l’ansia da nido vuoto dettata dal fatto che i suoi e quelli del suo compagno Lucio Presta sono andati a vivere fuori casa. “E’ giusto così, ma io sono una mamma chioccia.

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