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Paolo Borsellino compleanno: esempio di lotta alla Mafia e per la legalità

Oggi 19 gennaio, Paolo Borsellino avrebbe compiuto 76 anni. Il magistrato palermitano nato nel 1940, è stato ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992 nella strage di via D’Amelio. Come Giovanni Falcone, amico e collega, Paolo Borsellino ha speso la sua vita nella lotta alla criminalità organizzata siciliana. Come magistrato e come siciliano immaginava la Sicilia libera dalla Mafia e fin da ragazzino, scelse la via della legalità, in un quartiere come quello della Kalsa, in cui aveva vissuto e in cui sarebbe stato facilissimo diventare un “uomo d’onore”: “La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.

Paolo Borsellino, nel 1963 a 23 anni divenne il magistrato più giovane d’Italia, all’inizio della sua carriera si occupò di cause civili, per passare nel 1975 al settore penale, entrando all’Ufficio istruzione processi penali sotto la guida di un altro grande magistrato, Rocco Chinnici. La vera sfida a Cosa Nostra inizia nel 1980 con la decimazione del clan Bagarella e in seguito con la costituzione del pool antimafia di Palermo. Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e gli altri membri del pool, guidato dal giudice Antonino Caponnetto, con tenacia e determinazione in quegli anni anni hanno condotto grandi indagini e l’arresto del boss “Tommasino Buscetta” in Brasile nel 1982, permetterà, grazie alle sue rivelazioni, il rinvio a giudizio di 474 mafiosi.

Il tributo che la Procura di Palermo per uno dei più grandi processi della storia giudiziaria italiana, con la contestazione a tutti gli imputanti del reato di associazione di tipo mafioso, introdotto dalla legge Rognoni-La Torre disposto all’articolo 416 bis codice penale, fu altissimo. La Mafia decise di eliminare ad uno a uno i componenti della Procura. Le sanguinose stragi di mafia del 1992 saranno ricordate tra le pagine più drammatiche e terribili della storia della repubblica italiana. Paolo Borsellino era cosciente dei rischi che correva, ma preferì non desistere mai e di credere fino in fondo che servire lo Stato non fosse vano.

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