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Paolo Lugiato: chi ha investito meglio in serie A?

Abbiamo chiesto a Paolo Lugiato, giovane manager con MBA alla Harvard Business School e un’esperienza di gestione di una squadra sportiva di A1 di pallavolo, un suo punto di vista sulla classifica di serie A di calcio, vista da un manager.

Ieri il Milan ha esonerato Montella e il Sassuolo Bucchi. E’ arrivato il momento di fare i conti in serie A?

Purtroppo quando le cose non vanno secondo le aspettative in corso di stagione, gli allenatori sono sempre i primi a farne le spese, anche se poi non è sempre colpa loro. Personalmente non sono in grado di valutare se le scarse performance del Milan siano da attribuirsi a Montella, ma guardando con oggettività e con criteri gestionali l’andamento dei rossoneri è difficile essere entusiasti.

Che cosa intende più nello specifico?

In azienda gli azionisti approvano un piano di investimenti e poi tipicamente misurano i vertici sulla base del raggiungimento dei ritorni sugli investimenti promessi. Se questa fosse la logica anche nel calcio purtroppo la scelta di un cambio drastico sulla panchina del Milan non appare infondata. Secondo i dati di Transfermarkt la campagna acquisti del Milan è costata 194,5 milioni di Euro, che se rapportata ai punti accumulati ad oggi, fa quasi 10 milioni a punto. In realtà se devo dirla tutta penso che sia davvero prematuro fare i conti e che un investimento come quello fatto quest’estate da Mirabelli e Fassone si possa valutare solo nel medio periodo. Una squadra quasi integralmente rinnovata richiede tempo per amalgamarsi, e da tifoso del Milan spero ancora in una conclusione di stagione molto diversa dall’andamento attuale.

Interessante punto di vista. Ma seguendo questo criterio la classifica sarebbe molto diversa?

E’ interessante osservare come l’ordine delle prime non cambierebbe di molto. Nel senso che il Napoli, con i suoi 1,5 milioni di Euro a punto starebbe comunque davanti all’Inter, che di milioni di Euro a punto ne ha spesi poco sopra i 2,2 e alla Juventus, che ne ha spesi 4,3. Tra l’Inter e la Juventus si posizionerebbe però la Roma, che ad oggi ha investito “solo” quasi 3 milioni di Euro a punto (e una partita ancora da giocare).

Sta dicendo che anche con questo criterio più aziendalista il Napoli sarebbe comunque capolista?

No, dicevo solo che l’ordine tra le prime sarebbe sostanzialmente immutato, ma in termini relativi e non assoluti. Seguendo il criterio del ritorno dell’investimento in calciomercato la capolista sarebbe la Lazio, con sostanzialmente un milione di Euro a punto, seguita dal Torino, con quasi 1,2 milioni di Euro a punto. Il Napoli sarebbe solo terzo.

Molto interessante, davvero. E’ questo l’unico criterio che utilizzerebbe per giudicare le performance legate alle campagne acquisti delle squadre di calcio?

No, ovviamente è anche questa una semplificazione, ma che dà una prospettiva diversa. Se poi dovessimo fare un’analisi più seria non potremmo non considerare gli incassi, i ricavi da abbonamenti, il merchandising, ecc. E questo per esempio cambierebbe drasticamente la situazione di alcune squadre che partecipano alle coppe europee, e tra queste sicuramente il Milan. E poi, togliendomi il cappello del manager e mettendo quello del tifoso, la verità e che cucirsi uno scudetto sulla maglia o alzare una coppa europea genera una gioia e una soddisfazione che davvero non hanno prezzo…

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