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Paolo Villaggio è morto, dal Ragionier Fantozzi al Leone d’oro alla carriera: il cinema è in lutto

Si è spento Paolo Villaggio: la morte dell’attore italiano sveglia nel peggiore dei modi gli italiani in questa prima settimana di luglio 2017. Nato a Genova il 30 dicembre 1932, si è spento nella notte a Roma ad 84 anni: interprete televisivo e cinematografico di personaggi legati a una comicità paradossale e grottesca, come il professor Kranz e il timidissimo Giandomenico Fracchia, è noto al grande pubblico per la creazione letteraria e la seguente trasposizione cinematografica (in dieci pellicole) del ragionier Ugo Fantozzi. All’attività comica fa eco quella di scrittore, cominciata proprio con un libro su Fantozzi, al quale seguiranno altri otto sul ragioniere, e altri libri di carattere satirico.

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Paolo Villaggio e Quelli della Domenica: l’esordio

Dopo anni di cabaret e a seguito della scoperta di Maurizio Costanzo, Paolo Villaggio debutta nella trasmissione radiofonica Il sabato del Villaggio, in cui racconta in prima persona le storie fantasiose e stralunate di un tragicomico impiegato: terreno su cui fioriranno, di lì a poco, le avventure del ragionier Ugo Fantozzi. A seguire, il 4 febbraio 1968, esordisce sul piccolo schermo, conducendo il programma d’intrattenimento Quelli della domenica (scritto da Marcello Marchesi, Enrico Vaime, Italo Terzoli e dallo stesso Costanzo), dove ha modo di far conoscere, da una parte, un tipo di comicità strettamente “fisica”, come nel caso dell’aggressivo e sadico Professor Kranz, e dall’altra il suo primo personaggio umiliato e sottomesso, Giandomenico Fracchia, caratterizzato da una mimica gommosa e inedita. 

Paolo Villaggio attore

Le storie narrate hanno come argomento le varie disavventure del ragioniere, che si pongono fin dall’inizio come genesi stessa del personaggio. Questi racconti hanno l’intento di rimarcare i difetti e le contraddizioni della società italiana, usando appositamente un linguaggio iperbolico, senza essere tuttavia avulsi dalla realtà. L’attore, infatti, nel preparare i vari sketch si ispira alle proprie esperienze lavorative, citando molte persone realmente conosciute. Tra questi vi è lo stesso Fantozzi, collega dell’artista ai tempi in cui era impiegato alla Cosider, e ispiratore della sua creazione più fortunata.

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Paolo Villaggio e l’esordio letterario di Fantozzi

Nei testi sul Ragionier Fantozzi, pubblicati nel 1968, appaiono, per la prima volta e in maniera definitiva, i vari compagni d’avventura del ragioniere, destinati ad accompagnarlo per moltissimi anni: la remissiva e disillusa signora Pina Fantozzi, la mostruosa figlia Mariangela, il compagno di lavoro ragionier Filini, l’eterna fiamma signorina Silvani, lo sbruffone geometra Calboni e il Megadirettore Galattico che incombe col suo potere assoluto sulle vite dei suoi dipendenti. Ne esce fuori il ritratto di un piccolo “uomo senza qualità”, mediocre “travet”, sempre oppresso dai suoi superiori e assolutamente incapace di vivere in armonia con sé e con gli altri.

paolo villaggio è morto

Paolo Villaggio e le collaborazioni cinematografiche

All’inizio degli anni settanta Villaggio intensifica la sua produzione cinematografica, grazie al sodalizio con Vittorio Gassman, all’epoca mattatore della commedia all’italiana. L’occasione si presenta allorché Mario Monicelli, anche su pressione dei produttori, decide di girare il seguito del fortunato film L’armata Brancaleone. Tra i protagonisti vi sono, oltre a Gassman e Villaggio, anche Stefania Sandrelli, Lino Toffolo, Gigi Proietti e Shel Shapiro. Al comico genovese viene affidato il ruolo del soldato alemanno Torz. Cosicché Villaggio, in Brancaleone alle crociate, in un certo modo, sostituisce la parte che fu nel primo episodio di Gian Maria Volonté.  Nanni Loy nel film di satira politica Sistemo l’America e torno, dove interpreta il ruolo di un ingegnere inviato in America per reclutare un giocatore di pallacanestro, salvo poi scoprire essere un militante dei Black Power. L’anno dopo partecipa al grottesco Non toccare la donna bianca dell’amico Marco Ferreri, dove ha modo di recitare con alcuni dei massimi attori italiani e francesi come Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Catherine Deneuve, Michel Piccoli e Philippe Noiret.

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Paolo Villaggio diventa Fantozzi al cinema

Nel 1974 Villaggio, di concerto con la Rizzoli film, decide di trasportare sul grande schermo la maschera di Fantozzi, affidandone la direzione al regista Luciano Salce. Così facendo, l’artista decide di interpretare per la prima volta (e in prima persona) il personaggio di Fantozzi. Per la stesura dello script viene affiancato dalla coppia di sceneggiatori Leo Benvenuti e Piero De Bernardi, che suggeriscono all’attore l’inserimento nel film di una voce fuori campo, allo scopo di narrare le singole sequenze.

Accanto a Paolo Villaggio vengono poi scelti una serie di attori che contribuiranno in maniera fondamentale al successo del film, così come in quelli successivi: Gigi Reder nella parte dell’occhialuto ragionier Filini, Anna Mazzamauro nei panni della riccioluta signorina Silvani, Liù Bosisio e successivamente Milena Vukotic nella parte della signora Pina Fantozzi. Da non dimenticare gli attori Giuseppe Anatrelli, nelle vesti del subdolo geometra Calboni, e Plinio Fernando in quelle della sgraziata figlia Mariangela, non a caso fatta interpretare da un uomo. È il regista Luciano Salce ad avere questa intuizione, scegliendo per la parte di Mariangela proprio il giovane Fernando.

La riuscita dei due film porta Salce e Villaggio a stringere un vero sodalizio che durerà per tutti gli anni settanta e frutterà altre cinque pellicole: Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno, con Eleonora Giorgi (in realtà precedente all’uscita di Fantozzi), Il… Belpaese (incentrato sugli anni di piombo), il Professor Kranz tedesco di Germania, (girato in Brasile e risultato un fiasco) e il segmento Si buana del film Dove vai in vacanza?. Da ultimo (avvicinandosi alla più classica commedia degli equivoci), il film Rag. Arturo De Fanti, bancario precario, con Catherine Spaak, per quello che resta l’ultima collaborazione di Villaggio con Salce. Inoltre, sono da menzionare: Il signor Robinson, mostruosa storia d’amore e d’avventure, diretta da Sergio Corbucci e il Dottor Jekyll e gentile signora, per la regia di Steno.

Paolo Villaggio e il nuovo impegno cinematografico

Verso la metà degli anni ottanta Villaggio, assieme a Neri Parenti e altri registi, inanella una serie di pellicole comiche di facile consumo, destinate al grande pubblico. In questo l’attore genovese sarà coadiuvato da molti attori, come Lino Banfi, Massimo Boldi, Christian De Sica e Teo Teocoli. In quest’ottica, nascono i film: I pompieri, e il dittico Scuola di ladri e Scuola di ladri – Parte seconda (che vedono entrambi la partecipazione di Enrico Maria Salerno).

Seguono i coevi: Grandi magazzini di Castellano e Pipolo, Missione eroica – I pompieri 2 di Giorgio Capitani e Rimini Rimini (dove Villaggio e Serena Grandi effettuano la parodia dell’allora celebre 9 settimane e ½). Infine, Roba da ricchi diretto come Rimini Rimini da Sergio Corbucci. Da ricordare, assieme a Lino Banfi, Com’è dura l’avventura, di Flavio Mogherini, con la partecipazione di Gastone Moschin. Anche la saga fantozziana sembra risentire di questo disimpegno: infatti, nel dicembre del 1986, esce Superfantozzi, che viene visto da molti critici come una sorta di riciclaggio commerciale dello spirito fantozziano.

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Paolo Villaggio e Federico Fellini: l’epoca del cinema d’autore

Nel febbraio del 1989 cominciano le riprese dell’ultima fatica del maestro riminese, La voce della Luna, tratta dal libro Il poema dei lunatici di Ermanno Cavazzoni, e tutta l’attenzione della stampa è rivolta alla curiosa scelta dei due protagonisti: Roberto Benigni e Paolo Villaggio. La pellicola dà l’occasione a Villaggio di ricevere il primo David di Donatello, come migliore attore, ex aequo con Gian Maria Volonté, protagonista del film Porte aperte, di Gianni Amelio.

La partecipazione al film di Fellini segna per il comico genovese l’inizio di una parallela attività nel cinema d’autore, lavorando con altri importanti registi, non prima di collaborare ancora con il cineasta romagnolo. Infatti, nel 1992, è protagonista di tre spot diretti da Fellini per la Banca di Roma, dove partecipano l’attore feticcio di Luis Buñuel, Fernando Rey e l’esordiente Anna Falchi.

Paolo Villaggio e Renato Pozzetto: la linea comica

Nonostante le varie prove d’autore, Villaggio è ben lungi dall’abbandonare il cinema comico; infatti, con l’amico Renato Pozzetto, dà vita a una nuova collaborazione nei rispettivi film: Le comiche (1990), Le comiche 2 (1991) e da ultimo, Le nuove comiche, uscito nell’autunno del 1994. Tutte e tre le pellicole, sempre dirette da Parenti, hanno molta fortuna presso il pubblico, soprattutto la prima che diviene campione d’incassi nel 1990.

Paolo Villaggio e l’amicizia con Fabrizo De Andrè

Storica l’amicizia di Paolo Villaggio con Fabrizio De Andrè: entrambi genovesi, hanno costruito nel tempo un solido rapporto anche di collaborazioni artistiche. All’inizio degli anni sessanta nascono, dalla loro collaborazione, i testi delle canzoni Il fannullone (che sembra sottolineare in maniera ironica i giorni dissipati dai due amici: “Senza pretese di voler strafare/io dormo al giorno quattordici ore…”) e Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers, entrambi scritti da Villaggio, incisi e cantati da Fabrizio De André, autore delle musiche. Quest’ultimo brano (inserito nell’album del cantautore Volume I) conosce gli strali della censura a causa di parole ritenute troppo licenziose, provocando agli autori guai di natura giudiziaria.

 

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