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Papa Francesco a Cuba: rischio di finire schedati, Messa all’ombra di Che Guevara

C’è gioia e molto entusiasmo a Cuba per l’arrivo di Papa Francesco, percepito dai cubani cristiani come un Pontefice vicino alle loro radici e che parla la loro stessa lingua madre. In Plaza de la Revolución si terrà domenica la messa celebrata da Bergoglio che dividerà la scena con il ritratto stilizzato di Ernesto Che Guevara, che troneggia.

L’altare allestito per l’occasione è essenziale, in perfetto stile Bergoglio, uno striscione mostra Francesco che lava i piedi ai dimenticati appellandolo come «Misionero de la Misericordia». La speranza del governo che ospita il Santo Pontefice è quella di convincere, mediante questa clamorosa presenza, gli States a rendere l’embargo un ricordo lontano. Tanti i cristiani accorsi per festeggiare l’arrivo di Francesco e far sentire la propria fede e presenza al Papa.

Al momento sono previste fra le 150 e le 200.000 persone, cifra che, secondo il Vaticano, è sottostimata. Un’altra campana sottolinea però una peculiarità dell’organizzazione dell’evento: per aver il biglietto per presenziare alla messa bisognerà fornire nome, cognome e indirizzo. Molti hanno percepito come una vera e propria schedatura questo iter.

 

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