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Papa Francesco, che pontificato sarà?

La domanda è se queste tre importanti novità porteranno ad un reale rinnovamento della Chiesa. E qui occorre compiere subito una prima riflessione. Troppo spesso gli ambienti socio-politici (compreso quello dell’informazione) guardano alle dinamiche interne alla Chiesa utilizzando le categorie dell’economia e della politica: destra e sinistra, conservatori e progressisti, restauratori e rivoluzionari, filo-capitalisti e operaisti.

Tali classificazioni sono del tutto fuorvianti, in quanto le scelte dei pontefici e dei vescovi sono soprattutto di ordine pastorale. E’ stata proprio quest’ottica distorta a classificare, ad esempio, il Karol Wojtyla dei primi anni di pontificato come un anticomunista troppo timido nei confronti delle dittature “di destra”, a cominciare da quelle che negli Anni ’70 e ’80 caratterizzarono diversi Paesi dell’America Latina.

Nuovo Papa Jorge Mario Bergoglio Francesco I

Molte critiche gli furono mosse in occasione della sua visita in Cile, allorché non si sottrasse all’incontro istituzionale con il Presidente Augusto Pinochet, nonostante la natura autoritaria del suo governo. Qualcosa di simile sta già accadendo con il neoeletto Francesco I, colpevole – secondo qualche commentatore – di non aver contrastato a sufficienza il regime dei colonnelli nel suo Paese.

Nello specifico, come già è stato (e continua ad essere) per Pio XII, si fa riferimento a presunti “silenzi” sui crimini della dittatura militare. In questo caso non si tratta semplicemente di un punto di osservazione errato, ma di una totale incapacità di leggere gli avvenimenti.

bergoglio papa

In buona sostanza si propongono per la Chiesa e per la sua azione pastorale gli strumenti fiacchi, inefficaci e ideologizzati della “denuncia” e della “indignazione”: in altre parole se non ci si indigna rumorosamente e non si denunciano i misfatti si è colpevoli di silenzio o peggio ancora di complicità (salvo poi lanciare accuse di ingerenza se la Chiesa prende posizione rispetto ad atti di governo considerati progressisti).

La Storia, però, racconta che fu proprio nella discrezione e nel silenzio che Pio XII e la sua Chiesa riuscirono ad offrire protezione e aiuto a migliaia di perseguitati dai regimi nazifascisti; e fu ancora attraverso un’azione pastorale condotta nella discrezione e nel silenzio che la Chiesa cilena, sostenuta da Giovanni Paolo II, contribuì alla caduta democraticamente determinata del regime dittatoriale di Pinochet.

Cosa dobbiamo quindi attenderci dal pontificato di Francesco I?
Una Chiesa povera (e quindi “di sinistra”) in ossequio al nome che ha assunto oppure una Chiesa pronta al silenzio rispetto alle prevaricazioni delle classi sociali e politiche dominanti?

Le parole pronunciate da Papa Bergoglio dalla Loggia delle Benedizioni possono aiutarci a ipotizzare qualche linea pastorale: ha usato più volte la parola fratellanza e ha invitato ripetutamente alla preghiera con particolare riferimento alla Madonna, e si è sempre definito vescovo e non Papa. Soltanto scelte lessicali o, appunto, indicazioni pastorali?

jorge mario bergoglioIl riferimento alla fratellanza (soprattutto in relazione al passaggio in cui richiama il cammino comune tra vescovo e popolo) e il considerarsi vescovo tra vescovi indica chiaramente un forte ancoraggio – in riferimento al coinvolgimento dei laici e alla collegialità nel governo della Chiesa – al Concilio Vaticano II: resta da capire se si tratterà di una sua difesa (in continuità con i predecessori) o se si andrà verso un suo rafforzamento.

L’insistenza sulla necessità della preghiera e l’esplicito richiamo alla devozione mariana lasciano presagire un’autentica vicinanza ai movimenti carismatici e anticipano una continuità con i suoi predecessori rispetto all’attenzione verso manifestazioni mistiche come Fatima e Medjugorje.

Va ricordato che fu Giovanni Paolo II a decidere di rendere noto nel 2000 il terzo segreto di Fatima (il cui commento teologico fu preparato dall’allora Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede card. Joseph Ratzinger, eletto Papa appena cinque anni dopo) e che lo stesso Papa Wojtyla non ha mai nascosto le sue simpatie per i veggenti di Medjugorje, e che Benedetto XVI ha istituito una commissione proprio per giungere ad una determinazione ufficiale della Chiesa sulle manifestazioni della Madonna nel piccolo centro bosniaco.

Che sia proprio Francesco I il Papa che riconoscerà come autentiche le apparizioni di Medjugorje?

 

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Giornalista pubblicista, nato in Irpinia nel 1968; sposato, due figli. Lungamente impegnato in ambito politico e sociale, è stato redattore del Corriere dell'Irpinia ed editorialista dell'edizione di Avellino de "Il Mattino". Nel 2010 ha pubblicato il romanzo "Ombre, penombre e luci nascoste" (Booksprint Edizioni).

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