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“Parigi è solo l’antipasto, vedrete durante le feste” le parole della mente degli attentati

La mentre dei terribili attentati di Parigi Abdelhamid Abaaoud, ucciso durante il blitz delle teste di cuoio nel suo covo a Saint Denis, avrebbe raccontato quali fossero i suoi piani di terrore futuri alla cugina Hasna Ait Boulahcen, anch’essa deceduta in seguito all’irruzione delle forze dell’ordine nell’appartamento.

Avrebbe dovuto essere soltanto l’inizio: nel mirino c’erano i quartieri ebraici, mezzi di trasporto e scuole. Tutte situazioni che avrebbero garantito la morte di un numero cospicuo di cittadini innocenti. L’idea era quella di generare un vera e propria campagna del terrore. La sua preoccupazione principale era assicurarsi che i suoi uomini non esitassero davanti al folle sacrificio richiesto.

“Venerdì 13 non è stato nulla. Per le feste vedremo quel che succederàsiamo dappertutto”. Queste le parole pronunciate poco prima di morire di Abaaoud. Intanto Salah, altra mente criminale dietro gli attentati di Parigi lo chiama per dirgli che è finalmente arrivato in Siria, al sicuro. Poi il blitz e la morte, resta l’interrogativo peggiore: qualcuno ha raccolto questi progetti folli e intende proseguirli?

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