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Parli da solo? Sei un genio! Scopri perché…

Ma cazzarola, mi sono alzata apposta per venire in camera da letto ma… A cercare cosa? A… cercare… cosa…? Co – sa… Ah, sì! Gli orecchini da riportare alla Mari!

Lo faccio praticamente sempre, sapete? Parlo da sola. Tanto. Ovunque. Senza ritegno. “Io parlo da sola”, eccovi il sequel del noto film che vede protagonista l’affascinante Liv Tyler, “Io ballo da sola”. E’ subentrata la crisi, non c’erano più soldi e hanno preso me. Capita!

E’ fenomenale osservare la reazione della gente quando ti vede in preda alle chiacchiere con te stessa/o. Ti scrutano, accennano una smorfia di disgusto e con le sopracciglia aggrottate si rivolgono alla persona che sta con loro: “Questa è scema!”. Beh, cari i miei osservatori-gufi del malaugurio, ho una notiziona per voi: parlare con noi stessi pare essere sinonimo di intelligenza e genialità. Tiè!

Eh sì, amici! Rifletteteci un secondo: pensare a voce alta ci aiuta a concretizzare un pensiero e a dare un senso alle cose. È come se il nostro cervello fosse in costante ascolto, per intenderci. Ma vaaaa… Mica lo dico solo io! Mi rendo conto di non essere affidabile da questo punto di vista. L’ho letto su livescience.com! Se non se ne intendono loro, chi allora?

Il nostro (mi riferisco a tutti quelli che, esattamente come me, prediligono le conversazioni con loro stessi) è un dialogo con la cozzaglia di voci che sbranano la nostra testa alla costante ricerca di risposte.

Lo sapevate che le persone più intelligenti al mondo parlano (o l’hanno fatto in passato) da soli?

Albert Einstein parlava da solo, ad esempio! Non era un drago nelle relazioni sociali e preferiva di gran lunga chiacchierarsela con sé medesimo. Einstein.org riporta che lui “aveva l’abitudine di sussurrarsi frasi di continuo”. Visto? Avrò anche fatto il Grande Fratello ma non sono poi così scema!

A quanto pare, amici miei, parlare da soli aiuta il nostro cervello a lavorare in maniera decisamente più efficiente ma solo ed esclusivamente nel caso in cui siamo consapevoli di cosa abbiamo bisogno. Che ne so… state disperatamente cercando le chiavi di casa perché come sempre non ricordate dove le avete appoggiate. Bene! Ripetere il nome dell’oggetto in questione risveglia il nostro cervello (che il più delle volte è a farsi un mojito con la nostra concentrazione) portandolo “sul pezzo”, come si suol dire.

Scusatemi, eh… Ma i bambini non imparano a furia di sentire le parole ripetute dai genitori? Ecco! Detto… Fatto! Ripetendovi un concetto a voi poco chiaro le risposte dovrebbero emergere. Dovrebbero…

Vi siete posti degli obiettivi ben precisi per raggiungere il meritato successo? Dicono che ripeterseli con costanza a voce alta aiuti a focalizzare la nostra attenzione, rinforzare il messaggio, controllare le emozioni e richiamare la concentrazione (che stava finendo l’ultimo chupito al bar col nostro cervello).

Anche queste son soddisfazioni, amici! Magre (tendenti al sotto peso) ma sempre di soddisfazioni si parla! Mi han dato della pazza per anni mentre me la chiacchieravo allegramente in solitaria al supermercato, nei negozi, a scuola, in bagno, in macchina, al telefono, in famiglia, a letto… Poi arriva la mia amica Angy coi suoi benedetti link a farmi capire che, tutto sommato, forse i pazzi sono “loro”: quelli che giudicano.

“La gente vede la follia nella mia colorata vivacità e non riesce a vedere la pazzia nella loro noiosa normalità” – Il Cappellaio Matto, Alice in Wonderland

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