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Pasqua 2015 pranzo di carne in Emilia-Romagna: ricette veloci del menù della tradizione

Trascorrete la Pasqua 2015 in Emilia-Romagna? Siamo certi che in fatto di cibo non rimarrete delusi: basta appellarsi al menù della tradizione per non commettere errori.

Le lasagne verdi sono un “must” della tradizione regionale: il procedimento è quello che normalmente si segue per preparare la pasta sfoglia delle lasagne, a cui bisognerà aggiungere una trentina di grammi di spinaci lessati e tritati perché assuma il caratteristico colore verde. Avete fretta e siete alla ricerca di qualche soluzione veloce? Nessun problema: in commercio trovate dei rettangoli di pasta già pronti da mettere in forno (ma non ditelo a vostra nonna, soprattutto se è una “zdora” romagnola!). L’importante è non rinunciare a preparare il ragù: considerate che dopo aver messo sul fuoco il trito per il soffritto e aver aggiunto il macinato e gli aromi, potete dedicarvi ad altro facendo bollire il tutto a fiamma bassissima per un paio di ore abbondanti. La besciamella richiede massima attenzione ma tutto sommato è veloce da preparare: armatevi di litro di latte, 90 g di burro, 60 g di farina, sale e noce moscata; cominciate col far sciogliere il burro a fuoco basso, spegnete il fuoco e aggiungete la farina a pioggia,  rimettete il composto a cuocere su fiamma dolce e aggiungete il latte tiepido che avete precedentemente aromatizzato, mescolando il tutto energicamente con una frusta. Ora non vi resta che comporre le vostre lasagne verdi alternando pasta, ragù e besciamella e infornare: facile, no?

In Romagna potreste trovare nel menù del pranzo anche la cosiddetta “tardura”, la minestra con la quale un tempo veniva solennizzata la Pasqua. Il procedimento è facile e veloce: per sei persone amalgamate 6 uova, 100 grammi di pangrattato, 150 grammi di parmigiano grattugiato, due pizzichi di noce moscata e uno di sale; ponete sul fuoco due litri di brodo di carne e quando giunge a bollore aggiungete l’impasto mescolando per due minuti. Se siete stati bravi, l’impasto si raggrumerà in piccoli pezzettini di colore giallo.

Bene, ora passiamo ai secondi della tradizione di Pasqua. Oltre all’agnello, che in Emilia viene anche accompagnato con l’aceto balsamico e in Romagna servito insieme ai piselli, ecco qualche altra idea per chi non ha molto tempo ma non vuole rinunciare alla carne. Il coniglio alla cacciatora, tipico di Rimini, è una valida (e ghiotta alternativa): in un tegame fate rosolare l’aglio intero e la cipolla tritata con l’olio, toglieteli e aggiungete il coniglio; una volta che è arrostito, aggiungete i pezzettoni di due pomodori maturi insieme a aglio, cipolla, sale e pepe; continuate a far cuocere a fuoco medio aggiungendo mezzo bicchiere di vino.

Ed ora arriviamo ai dolci: in Romagna la tradizione vuole che a Pasqua si serva la classica ciambella, oppure la pagnotta, che un tempo veniva consumata a colazione insieme all’uovo benedetto. Scopriamo questa seconda ricetta. La preparazione è veloce, ma i tempi di lievitazione molto lunghi, ecco perché se la volete servire il giorno di Pasqua dovete prepararla domani. Si inizia amalgamando un chilo di pasta di pane lievitata unitamente a 500 grammi di farina, 4 uova, 30 grammi di lievito di birra, 250 grammi di zucchero e scorza di limone grattugiata. Dopo aver atteso almeno 12 ore di lievitazione, imburrate e infarinate una tortiera dai bordi alti, versate il composto e lasciare 40 minuti in forno a 200° finché la superficie non sarà dorata.

Ultimo consiglio: non dimenticatevi di abbinare al vostro pranzo di carne un calice di Sangiovese superiore o un Merlot dei colli bolognesi. Consigliato l’Albana dolce a fine pasto. E Buona Pasqua a tutti!

(immagine tratta da Flickr.com)

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