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Patente A esame: cambia la modalità, ecco tutte le novità che devi conoscere

Patente A esame: cambiano le procedure per conseguire questo titolo, ovvero il documento che autorizza alla guida delle moto in strada. Nella Gazzetta Ufficiale è stato, infatti, pubblicato un decreto del Ministero dei Trasporti che riduce da sei a tre le fasi della prova pratica. Nel dettaglio, d’ora in avanti la prova di guida sarà così. Si partirà dalla verifica delle capacità del conducente nel prepararsi a una guida sicura e, poi, su manovre, indicate nel percorso sui circuiti di prova. Nell’ultima fase vengono valutati i comportamenti di guida nel traffico per verificare se li esegue con la massima sicurezza, adottando tutte le precauzioni.

Patente A esame: cosa cambia?

Il decreto del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture obbliga i candidati a presentarsi il giorno della prova guida con guanti, giacca dotata di protezione di gomiti e spalle, pantaloni lunghi con quelle per le ginocchia, paraschiena e casco integrale. Questo abbigliamento è fondamentale per garantire l’incolumità dei candidati durante la prova pratica. Nessuna novità invece per la prova teorica della patente A, che ricordiamo non è obbligatoria per coloro che sono già in possesso della patente A1 e A2, o della patente B e B1. La teoria, quindi, sarà composta ancora da 40 quiz, a fronte di un massimo di 4 errori consentiti. Sia per la prova teorica che per quella pratica c’è tempo 6 mesi per superarla. Il candidato, in caso di bocciatura, può riprovare al massimo per una sola volta. Quindi, scaduti i 6 mesi dall’iscrizione (o dalla consegna del foglio rosa per l’esame pratico) o in caso di doppia bocciatura, il candidato dovrà iscriversi nuovamente per poter tentare il conseguimento della patente A (conosciuta anche come A3) che consente di guidare tutti i motocicli senza limitazioni di cilindrata o potenza.

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Patente A cosa si può guidare?

La Patente A è ottenibile a 20 anni compiuti (a patto che si sia in possesso della A2 da almeno due anni), la quale consente di guidare tutti i motocicli senza alcuna limitazione di cilindrata e/o di potenza. Per passare dalla A2 alla A è sufficiente un esame pratico. Qualora invece non si abbia questo requisito, si può comunque ottenere la patente A, ma bisogna aspettare di avere 24 anni. All’esame bisogna presentarsi con una moto di almeno 600 cc di cilindrata con potenza minima di 40 kW. La patente A consente di guidare i motocicli e si articola in AM, A1, A2 e A. La differenza tra le varie tipologie consiste nella cilindrata di moto che si possono guidare.

Written by Andrea Paolo

46 anni, nato in provincia di Reggio Calabria, emigrato negli anni '80 al nord, è laureato in scienze politiche. Ha lavorato come ricercatore all'estero e studia da anni la criminalità organizzata. Per UrbanPost si occupa di news di cronaca e di gossip sui personaggi del mondo dello spettacolo.

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