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Patenti, aumento dell’iva al 22%: la misura è retroattiva fino al 2015

Novità per quanto riguarda le patenti. Purtroppo non stiamo parlando di “belle novità”, bensì di una notizia davvero pessima: aumento dell’iva del 22%. La Corte di Giustizia europea è stata categorica: le lezioni di guida non possono considerarsi insegnamenti scolastici, quindi non possono considerarsi esenti da tasse. A terrorizzare gli operanti del settori e i clienti non è solo questo futuro aumento, ma bensì la sua retroattività fino al 2015. Andiamo a vedere nel dettaglio di cosa si tratta.

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Patenti: aumento dell’iva 22%

Cosa sta succedendo alle autoscuole italiane? Tradotto in poche parole: finora le lezioni per il conseguimento della patente nelle autoscuole non erano soggette all’imposta, ma d’ora in poi lo saranno. Le scuole guida potrebbero far pagare l’aumento ai clienti, rincarando così il costo finale della patente. Se ciò non bastasse: la legge potrebbe essere retroattiva. L’aumento non graverebbe solo sui nuovi patentati, ma anche su tutti coloro che hanno conseguito la patente dopo 1 gennaio 2015. Le autoscuole potrebbero chiedere agli allievi passati l’integrazione (pari al 22% del totale) della cifra versata per i corsi di scuola guida pregressi. Le aziende infatti sono tenute a versare l’iva degli ultimi quattro anni e potrebbero rifarsi sui clienti.

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La risposta del presidente di Confarca

Non finisce qui. Non è solo l’aumento dell’iva a spaventare, ma anche l’aumento del costo per l’iscrizione a un corso per la patente. Paolo Colangelo, presidente della confederazione Confarca (Confederazione che rappresenta le autoscuole italiane), afferma di essere molto preoccupato per questa manovra ed ha annunciato una mobilitazione di tutte le autoscuole italiane. «Sabato ci sarà un primo incontro a Roma tra i proprietari delle autoscuole laziali e successivamente ci muoveremo a livello nazionale», afferma Colangelo. Non si fermano qui le affermazioni del presidente della Confarca: «Questa situazione ci preoccupa davvero molto perché, se da un lato incombe la retroattività, che potrebbe danneggiare irreversibilmente molti operatori dall’altro si rischia di allontanare i giovani dalla possibilità di accedere a un corso di guida, minando seriamente tutti gli sforzi fatti fino ad oggi per la sicurezza stradale».

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