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Paul Gauguin opere e vita: la parola agli studenti

Paul Gauguin, artista francese nato il 7 giugno 1848 a Parigi e morto l’8 maggio 1903 a Hiva Oa, ha vissuto nel colore giallo, per infuocarlo di rosso ne La visione dopo il sermone e renderlo accogliente di azzurro nelle Miserie umane, fino a staccargli il fiato con Manao Tupapau, ha abbracciato il sintetismo e ha detto: “Mettete pure delle ombre, se le giudicate utili, oppure non le mettete: è la stessa cosa, se non siete schiavi dell’ombra” ed è arrivato a chiedersi, e a chiederci, Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo?. L’Urban Memories di oggi è per lui, abbiamo chiesto a 4 studenti di Università e Liceo di chiudere gli occhi per qualche istante e di rispondere a questa domanda: “Chi è Paul Gauguin per te?”, ecco le loro risposte…

Marco, 23 anni, studente di Commercio estero: “L’artista ha dipinto le opere ispirandosi alla vita, alle emozioni , alle impressioni. Ha arricchito l’arte di pensieri miscelati a tempere, ha reso i propri quadri finestre dalle quali è possibile spiare la realtà è riconoscerla come arte. Paul Gauguin ha reso la vita arte, ha reso l’arte vita“.

Pietro, 20 anni, studente di Architettura: “Artista eccezionale che è riuscito a esprimere la cultura, i valori, le tradizioni e la vita di popolazioni attraverso l’uso di colori, che ne raccontassero tutto questo“.

Marta, 18 anni, studentessa di Liceo scientifico: “Secondo me Paul Gauguin è uno st**nzo, pieno di sé e attirato sempre e solo dal piacere personale. Ciò però non si vede nelle sue opere che sono semplici e cariche di significato. Incoerente, ma profondo. I colori sono fenomenali“.

Arianna, 17 anni, studentessa di Liceo scientifico: “Indigeni, ma soprattutto donne e madri. La pelle scura e liscia, mani e fianchi materni, volti sinceri. La natura dai colori caldi e a le volte acidi quanto un quadro di Gauguin in un Occidente che cerca di dimenticare la nitidezza. Questo è per me Paul. E quanto ci sono rimasta male quando, per la prima volta, l’ho visto dal vero al Musee d’Orsay a Parigi. Lo avevano affiancato a Van Gogh… Inutile dire quanto sfigurasse lui a confronto con le pennellate di una notte stellata. Eppure la magia della realtà lontana e semplice è riuscito a trasmetterla solo lui. E se con le mani ti crei dei paraocchi e ti concentri solo sul quadro di Gauguin, la puoi sentire, l’aria di pace e semplicità, la puoi respirare“.

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