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Paula Sims e le sue figlie: storia agghiacciante di una madre assassina

Paula Sims madre assassina: la donna sta scontando la condanna al’ergastolo che le è stata inflitta il 2 febbraio 1996 per l’omicidio delle sue due figlie neonate. La prima volta accadde a Brighton, nella contea del Jersey, quando il 17 giugno 1986 lei raccontò di un’ombra nera, una sagoma maschile con il volto coperto da un passamontagna, che si intrufolò in casa e le portò via la sua bimba Loralei, nata 13 giorni prima. Secondo il suo racconto quell’ignoto criminale le aveva fatto perdere i sensi colpendola alla testa mentre guardava la tv, per poi dileguarsi portando con sé la neonata. Nessuno, nemmeno la polizia, al tempo mise in dubbio la genuinità delle sue parole. Si indagò e dopo il ritrovamento del corpicino nudo della bimba nel boschetto non lontana da casa, la donna e il marito decisero di voltare pagina e trasferirsi in un’altra città.

Loralei, uccisa nel 1986, ed Heather, nel 1989

Iniziò un altro capitolo della loro vita a Iowa, a Madison County. Nacque il primo figlio maschio Randall e il 29 aprile 1989 una bambina, Heater. Alla bimba, 6 settimane di vita, toccò la stessa tragica sorte della sorellina. Stesso copione, Paula raccontò dell’aggressore misterioso, tornato a tormentarla per portarle via la sua bambina. La piccola fu strangolata, avvolta nel cellophane e gettata nel cassonetto dei rifiuti. Ma il racconto di Paula iniziò a vacillare e i dubbi su di lei si insinuarono nella mente degli inquirenti i quali non trovarono riscontri oggettivi in casa della sua ricostruzione dei fatti. Era troppo strano, infatti, che in altra città si riverificasse il medesimo omicidio, come se il killer (mai identificato) seguisse un copione.

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L’inchiesta poi portò a galla l’orripilante verità: era Paula Sims l’assassina delle figlie, non c’era nessun aggressore incappucciato che le dava tormento. A dilaniare questa donna le ferite e le violenze subite da bambina, demoni che non la avevano mai lasciata, voci assillanti che le ordinavano di uccidere, che l’avevano fatta convincere che suo marito Robert non amava le figlie femmine. Di qui il suo senso di colpa entrambe le volte che diede alla luce le neonate. In ospedale quando partorì Heater sussurrò all’uomo “Scusa Robert, non lo farò più”. Paula Sims confessò gli omicidi due anni dopo l’arresto, e a nulla valse il tentativo della sua difesa di ottenere l’infermità mentale per la donna, la quale fu giudicata lucida assassina. Esclusa anche la depressione post partum, Paula fu condannata all’ergastolo, che sta ancora scontando in carcere. Nel giugno 2015 ha perso sia il marito che il figlio; Robert Sims, 63 anni, e Randall Sims, 27 anni, di Edwardsville (Illinois) sono rimasti uccisi in un incidente stradale. Erano a bordo della loro jeep quando sono andati a scontrarsi contro una Volvo la cui conducente era ubriaca al momento della collisione. La donna si salvò.

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