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Pay-Tv e calcio, il paradosso: guadagna chi non trasmette la Champions League

Se le squadre di calcio eliminate dalla Champions League recriminano i milioni di Euro di mancati introiti (la Juventus a causa del mancato proseguimento nella massima competizione europea non ha incassato circa 40 milioni di Euro), Mediaset invece festeggia l’addio alla trasmissione del torneo Europeo più prestigioso.

Al gruppo di Cologno Monzese spettano infatti oltre 110 milioni di Euro di ammortamenti fiscali con i quali raggiungeranno un utile di esercizio netto del primo trimestre 2019 di 40 mln di Euro. Sorprendente il risultato che emerge dal confronto con lo stesso periodo dello scorso anno, quando il gruppo aveva chiuso con un passivo di circa 4 milioni.

Curva estremamente positiva nel trend dei bilanci aziendali avvenuta nel momento migliore dato che, a partire dal secondo trimestre, dovranno far i conti con una grossa diminuzione degli incassi a causa del DL Dignità che ridurrà drasticamente i ricavi generati dai casino italiani i quali, tra le varie sponsorizzazioni, occupano un ruolo primario.

La patata bollente ora passa tutta nelle mani di Sky: il colosso della Pay-tv nel 2017 aveva strappato la Champions alla rete rivale con un’offerta ultra impegnativa da oltre 250 milioni di euro l’anno. Impegno siglato per l’intero triennio 2018-2021 a cui sono poi stati aggiunti altri circa 20 milioni di euro per l’Europa League. Un investimento complessivo vicino ai 900 milioni di euro per un prodotto che, a conti fatti, ha dimostrato di non spostare abbonati e soprattutto di non portare utili.

Le minori entrate pubblicitarie delle pay-tv rispetto alle tv chiaro, a causa del minore bacino d’utenza a cui è indirizzato il messaggio pubblicitario, non sono compensate dal valore degli abbonamenti venduti.

I numeri parlano chiaro: nel suo ultimo anno di trasmissione della Champions League, Mediaset decise di trasmettere in chiaro le fasi finali della competizione per recuperare, con maggiori introiti pubblicitari, le perdite legate alla pay tv. Archiviata la stagione del calcio in Pay-Tv, la rete televisiva della famiglia Berlusconi è ritornata a generare utili con un margine operativo di quasi 80 milioni di €.

Sky, scegliendo di continuare negli investimenti sulla massima competizione europea, ha mostrato invece una contrazione del margine operativo del 17% su base annua.

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