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PC, telefonini, batterie: dai nanomateriali arrivano le nuove allergie

Che le allergie da prodotti naturali (come alimenti, flora e fauna) sono in continuo aumento, è notizia ormai nota e oggetto di continua monitorizzazione da parte di esperti. Ora, però, l’allarme viene anche dalle tecnologie e i materiali usati per implementarle.

allergia bigiotteria

Centinaia, infatti, sono le sostanze chimiche (oltre che naturali) che vengono quotidianamente a contatto con la pelle degli utenti, procurando reazioni allergiche anche serie oltre che numerose irritazioni. È quanto emerso ad un recente congresso di dermatologi e allergologi dell’ambiente, in cui gli esperti sono preoccupati per il presentarsi di nuove allergie ai metalli pesanti e ai nanomateriali sempre più presenti in cellulari, batterie, computer ma anche in contenitori per conservare gli alimenti e perfino in applicazioni dentali.

I sintomi. Una è la dermatite irritativa. Si manifesta in presenza di una sostanza che arriva a danneggiare (irritandola) la cute provocando la sua desquamazione, l’arrossamento ed la fastidiosa sensazione di prurito. Questo tipo di irritazioni si hanno in soggetti particolarmente sensibili a detergenti, detersivi e prodotti cosmetici. Già! Perché le nuove allergie riguardano anche shampoo, tinture per capelli, cosmetici in generale, sempre più farmaci e perfino la bigiotteria. Tutte cose di uso quotidiano.

La dermatite allergica, invece, è una patologia più seria che si verifica quando i soggetti sono allergici ad uno o più componenti di un prodotto o di un oggetto. In questo caso, il sistema immunitario della persona concepisce la sostanza (o le sostanze) incriminata come un elemento pericoloso per l’organismo e, quindi, reagisce. Una delle sostanze maggiormente presente sul banco degli imputati è il nichel presente soprattutto nella bigiotteria ma anche nel conio di alcune monete. Sono oltre il 20% delle donne ad essere allergiche a questo metallo. Ma anche il cobalto, il cromo, alcuni componenti contenuti nella gomma e diversi antibatterici sono potenziali induttori di allergie.

tintura capelli

Ecco perché oggi è importante tenere sotto controllo le nuove sostanze inquinanti immesse nell’ambiente e il loro effetto sulla cute come primo organo che ne manifesta i sintomi, ma che può avere gravi implicazioni anche a livello sistemico“. Ad affermarlo sono Ornella De Pità dell’Istituto dermatologico italiano (IDI) e Antonio Cristaudo, dell’Istituto San Gallicano.

L’uso di tali sostanze, non sempre può essere accantonato, da parte di chi è allergico, senza ripercussioni sulla propria vita. È il caso di chi con quelle sostanze ci lavora, come, ad esempio, i parrucchieri, che sono alle prese con le tinture per capelli. Circa il 7% di coloro che soffrono da “dermatiti sul lavoro” sono costrette a lasciare il proprio posto lavorativo. Nel caso dei parrucchieri che sono costretti a chiudere la propria attività, la percentuale sale fino al 18%.

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